SESSA AURUNCA – Baia Azzurra: 400 appartamenti senza depuratori. L’amministratore  avvisa: non usare servizi igienici. Tutto a poca distanza dalla “Bandiera Blu”

SESSA AURUNCA – “… l’impianto di depurazione risulta, allo stato attuale, privo di qualsivoglia titolo abilitativo. Tale circostanza determina l’assoluta impossibilità di utilizzo dell’impianto, poiché ogni scarico di reflui domestici effettuato in assenza di A.U.A. integra violazione della normativa ambientale di cui al D.Lgs. 152/2006, con possibili rilevanti conseguenze di natura penale e amministrativa a carico dei soggetti responsabili e dell’amministrazione condominiale”. E’ il passaggio fondamentale contenuto all’interno di una PEC inviata dall’amministratore a tutti i condomini.
Potrebbe sembrare una barzelletta di quelle raccontante agli amici anche per il gusto di esagerare. Invece è la tremenda realtà; sono fatti che stanno avvenendo nel complesso residenziale turistico Baia Azzurra, una struttura di oltre 400 appartamenti che ogni estate pullula di vacanzieri.
E dalle carte si scopre che anche lo scorso anno, per tutta l’estate dunque, la situazione è stata simile con un impianto irregolare sul cui corretto funzionamento non vi è alcuna certezza. Insomma è ipotizzabile che i reflui domestici siano finiti e finiranno direttamente nel mare senza alcuna adeguata depurazione. Baia Azzurra è abbastanza vicina al territorio comunale di Cellole “titolare” della “fantastica” Bandiera Blu. E questo impone una riflessione, soprattutto considerando che i confini geografici che separano i comuni in mare non valgono, quindi all’acqua del mare nella quale finiscono i reflui di Baia Azzurra potrebbe facilmente arrivare a bagnare anche le spiagge “certificate” con la Bandiera Blu. Questo nessuno e niente potrebbe impedirlo.

Il documento a firma dell’amministratore:
” Il sottoscritto dott. Nicola Musto, nella qualità di amministratore pro-tempore del complesso edilizio denominato “Condominio Baiazzurra”, sito in Sessa Aurunca (CE), alla Via Domitiana Km 13,250, ritiene doveroso portare a conoscenza di tutti i condomini, conduttori e avventori la situazione giuridica e tecnica attualmente esistente, affinché ciascuno possa avere piena consapevolezza delle criticità in essere e delle conseguenti prescrizioni inderogabili.
Si rappresenta che l’area sulla quale insiste l’impianto di depurazione al servizio del complesso edilizio risulta essere stata acquisita dalla società Baiazzurra S.r.l.s. in forza di atto notarile, sebbene, allo stato, permangano contestazioni circa la validità del relativo titolo dominicale. Tale circostanza è attualmente oggetto di un giudizio pendente volto all’accertamento della titolarità dei diritti di proprietà sull’area medesima.
Il contenzioso in corso impedisce, ad oggi, di individuare con certezza il soggetto legittimato a richiedere l’Autorizzazione Unica Ambientale (A.U.A.), titolo indispensabile per il legittimo funzionamento dell’impianto di depurazione e per l’effettuazione degli scarichi dei reflui domestici.
La normativa vigente prevede, infatti, che l’istanza per il rilascio dell’A.U.A. possa essere presentata esclusivamente dal soggetto titolare della disponibilità giuridica dell’area sulla quale insiste l’impianto, trattandosi di requisito essenziale e non derogabile.
Si evidenzia, altresì, che già per la stagione 2024/2025 il complesso condominiale risultava privo della prescritta A.U.A., atteso che la relativa istanza veniva presentata soltanto nell’agosto 2025, successivamente al sopralluogo effettuato dall’ARPAC. In tale sede, l’Ente non solo contestava l’assenza dell’autorizzazione ambientale, ma rilevava altresì che la domanda era stata avanzata a nome del Sig. Palladino Ninetto quale terzo gestore dell’impianto di depurazione.
Nonostante le ripetute interlocuzioni intercorse, la Baiazzurra S.r.l.s., pur risultando attualmente intestataria dell’area, non ha rilasciato il necessario consenso affinché il Condominio possa procedere autonomamente alla presentazione dell’istanza autorizzativa. Conseguentemente, l’impianto di depurazione risulta, allo stato attuale, privo di qualsivoglia titolo abilitativo.
Tale circostanza determina l’assoluta impossibilità di utilizzo dell’impianto, poiché ogni scarico di reflui domestici effettuato in assenza di A.U.A. integra violazione della normativa ambientale di cui al D.Lgs. 152/2006, con possibili rilevanti conseguenze di natura penale e amministrativa a carico dei soggetti responsabili e dell’amministrazione condominiale.
L’utilizzo dei servizi igienici, nell’attuale contesto, potrebbe pertanto determinare responsabilità sia individuali che collettive, oltre a comportare potenziali rischi sotto il profilo igienico-sanitario per l’intero complesso edilizio.
Si richiama inoltre l’attenzione di tutti i destinatari sulla necessità di evitare l’abbandono o il deposito incontrollato di rifiuti in prossimità delle rispettive abitazioni. In assenza dell’individuazione di un soggetto formalmente incaricato della raccolta, risulta infatti impossibile garantire il regolare svolgimento del relativo servizio. A tal riguardo, si comunica che, a seguito di accesso da parte dei Carabinieri Forestali, sono attualmente in corso verifiche e attività di indagine in ordine alla regolarità della raccolta e gestione dei rifiuti all’interno del complesso.
Per tutte le ragioni sopra esposte, e nell’adempimento dei doveri di tutela dell’interesse comune e della legalità gestionale, il sottoscritto suo malgrado diffida formalmente tutti i proprietari, detentori e avventori delle unità immobiliari a non utilizzare i servizi igienici e ad astenersi dall’effettuare qualsiasi scarico di acque reflue nelle rispettive unità immobiliari fino all’ottenimento della prescritta Autorizzazione Unica Ambientale e alla successiva comunicazione ufficiale da parte dell’amministrazione circa il ripristino della piena funzionalità e legittimità dell’impianto.
La presente disposizione ha efficacia immediata ed è finalizzata a prevenire condotte potenzialmente illecite nonché l’insorgere di responsabilità penali e amministrative a carico dell’amministratore e, indirettamente, dell’intera collettività condominiale.
L’amministrazione assicura che sono in corso tutte le iniziative necessarie e opportune per giungere, nel più breve tempo possibile, alla regolarizzazione della situazione.
Si confida nella massima collaborazione di tutti i condomini, nella consapevolezza che il rispetto delle presenti prescrizioni costituisce un dovere imprescindibile a tutela del complesso edilizio e della sua conformità normativa.

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