foto di repertorio

Pignataro Maggiore –  Traffico illecito di rifiuti (interrati o nascosti in capannoni): 6 arresti e tanti indagati. C’è anche una 40enne di Pignataro Maggiore

Pignataro Maggiore –  C’è anche una donna di Pignataro Maggiore, popoloso centro dell’Agro Caleno, fra le persone finite nell’inchiesta nata dal business dei rifiuti interrati nelle campagne e nascosti nei capannoni. Una inchiesta che al momento ha portato a diversi arresti e all’emissioni di altrettante misure restrittive della libertà persona. Nell’indagine nata da accertamenti del Nucleo operativo ecologico dei carabinieri di Bari e della polizia locale di Cerignola è finita anche Adriana Ioana Magliocca, 40enne di Pignataro Maggiore,  indagata a piede libero. Con lei indagati a piede libero anche Antonella Lori, Manuela Milano, Pasquale De Simone, Giovanni Caliendo, Giorgio Lori, Antonietta Napoli e Gianpiero Veneruso.
Arresti domiciliari per sei persone: Ilario Vernieri, 54 anni, di Salerno; Giacomo Campese, 63 anni, di Cerignola; Mauro Campese, 42 anni, di Cerignola; Francesco Pio Losurdo, 45 anni, di Cerignola; Cosimo Roma, 48 anni, di Brindisi; Daniele Mastrullo, 43 anni, di Foggia.
Obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria a sette persone: Lucia Calvio, di Cerignola, amministratrice unica della “Calvio Trasporti s.r.l.s.” e moglie di Mauro Campese; Giuseppe Calvio, di Cerignola, cugino di Lucia, basista e vedetta nelle operazioni notturne; Matteo Antoniciello, di Cerignola, basista e trasportatore; Matteo Carosiello, di Cerignola, basista e trasportatore; Domenico Di Corcia, di Foggia, basista e responsabile delle condotte principali; Biagio Campiglia, di San Pietro al Tanagro (SA), intermediario e gestore della “LC Consulting s.r.l.”; Luca D’Ambrosio, di Battipaglia (SA), intermediario dei rifiuti.
Il divieto di esercizio dell’attività imprenditoriale per un anno viene invece inflitto a cinque soggetti: Stefano Falzarano, di Airola (BN), amministratore unico della “Ambiente & Metalli s.r.l.”; Aurelio Proia, di Latina, amministratore unico della “MP Recuperi S.r.l.s.”; Roberto Antonio Stanziano, di Cerreto Sannita (BN), amministratore unico della “Waste Services S.r.l.”; Domenico Memoli, di Baronissi (SA), amministratore unico della “Memoli Domenico s.r.l.”; Gino Lori, di Guidonia Montecelio (RM), gestore della “San. Eco. Recuperi s.r.l.”; Giovanni De Simone, di Sant’Anastasia (NA).
L’indagine è nata da accertamenti del Nucleo operativo ecologico dei carabinieri di Bari e della polizia locale di Cerignola. Gli investigatori hanno effettuato controlli, pedinamenti, intercettazioni telefoniche e localizzazioni gps, seguendo i mezzi durante numerosi viaggi e verificando la divergenza tra la destinazione indicata nei documenti e quella effettivamente raggiunta. Nell’ordinanza compaiono numerose aziende coinvolte, tra le quali diverse operanti in Campania.
Secondo l’impostazione accusatoria, alcune imprese avevano un ruolo operativo nella filiera, altre sarebbero state usate per attestare destinazioni fittizie, altre ancora per consentire la compilazione di formulari con codici e luoghi non corrispondenti alla reale movimentazione dei rifiuti. I siti di scarico abusivi individuati si trovano a Cerignola, Foggia, Ascoli Satriano, Molfetta, Candela, Cassino, Ferentino, Anagni, Trinitapoli, Minervino Murge e altre località pugliesi.

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