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BAIA E LATINA – TELECAMERE INSTALLATE E REGOLARMENTE PAGATE, MA C’E’ UN PROBLEMA: NON FUNZIONANO

BAIA E LAINA – Sulla carta Baia e Latina risulta un territorio più sicuro grazie a ben due sistemi di videosorveglianza urbana, regolarmente installati, collaudati e interamente finanziati con risorse pubbliche. Peccato che, nella realtà, questi impianti non siano funzionanti.

È questa la conclusione dell’ultima inchiesta del Laboratorio Civico, un gruppo di cittadini che ha scelto di occuparsi, in modo strutturato e proattivo, delle criticità presenti in paese, senza spirito di polemica ma con l’obiettivo di risvegliare la coscienza sociale e politica, finalizzata a migliorare la qualità della vita della comunità locale.

Il progetto di videosorveglianza urbana viene avviato dal Comune nel 2015 e si conclude formalmente nel 2016, con il relativo collaudo tecnico ed il successivo pagamento della fornitura per circa 29 mila euro. Da quel momento, quindi, i cittadini avrebbero dovuto poter contare su un efficace sistema di deterrenza, con telecamere posizionate in punti strategici: ingressi, uscite e principali collegamenti viari.

Tuttavia, dopo i molteplici furti occorsi negli scorsi mesi di novembre e dicembre, è emersa una realtà preoccupante: l’intero impianto non è operativo, trasformando così un investimento pubblico significativo in un servizio attualmente inutilizzabile e, di fatto, in un grave spreco di risorse pubbliche.

In particolare, a seguito dell’ennesimo tentato furto del 26 dicembre 2025, un cittadino – dopo aver presentato regolare denuncia alle Autorità competenti – ha chiesto che, per finalità investigative, venissero acquisite le immagini della videosorveglianza comunale. La risposta ufficiale dell’Ente ha però confermato che il sistema non risulta funzionante, in parte perché “vecchio” e in parte perché non operativo.

Qui si apre il vero nodo amministrativo e gestionale: nella risposta del Comune il mancato funzionamento dell’impianto viene ricondotto, da un lato, al superamento tecnologico di una parte delle telecamere e, dall’altro, alla mancata operatività dell’altra tipologia di apparati. Tuttavia, al di là del generico riferimento alla futura sostituzione delle apparecchiature, dagli atti esaminati non emergono elementi concreti – quali tempi, provvedimenti già adottati o interventi formalmente avviati – idonei a chiarire con quali modalità e in quale arco temporale il servizio di videosorveglianza verrà effettivamente ripristinato.

La vicenda assume contorni ancora più significativi se si considera che la richiesta di chiarimenti sul funzionamento dell’impianto era stata trasmessa al Comune già il 30 dicembre 2025 e successivamente sollecitata il 30 marzo 2026. La risposta ufficiale dell’Ente è arrivata soltanto il 2 aprile 2026, oltre quattro mesi dopo i fatti segnalati e solo a seguito di un ulteriore intervento formale, alimentando così la percezione di una macchina amministrativa lenta e distante anche rispetto a problematiche direttamente connesse alla sicurezza della comunità.

Nel frattempo, il susseguirsi di episodi di furto e l’aumento della percezione di insicurezza stanno spingendo alcuni cittadini ad auto-organizzarsi: nascono gruppi WhatsApp per segnalare movimenti sospetti e, in alcuni casi, iniziative spontanee di controllo del territorio.

Non siamo al cospetto di mere questioni di opinioni, ma di fatti concreti:

  • esiste un sistema di videosorveglianza acquistato e pagato con risorse pubbliche;
    • esistono episodi reali in cui poteva essere utile;
    • esistono episodi concreti in cui tale sistema avrebbe potuto essere utile alle indagini;
    • esiste una risposta ufficiale del Comune che certifica il mancato funzionamento dell’impianto;
    • esiste una crescente preoccupazione tra i cittadini, che iniziano a organizzarsi autonomamente;
    • dagli atti pubblici esaminati non emergono indicazioni sufficientemente chiare sulle attività concretamente avviate per rendere nuovamente operativo il servizio.

Da qui sorgono alcune domande inevitabili: come si è potuti passare da un sistema installato, collaudato e pagato ad una situazione in cui l’impianto non funziona?

Che cosa si intende fare adesso, in concreto?

Quando verrà ripristinato il servizio di videosorveglianza?

Chi si assume la responsabilità amministrativa e politica di questo mancato funzionamento?

L’inchiesta sulla sicurezza è stata pubblicata in tre capitoli, disponibili sul canale WhatsApp del Laboratorio Civico raggiungibile al seguente link

(https://whatsapp.com/channel/0029Vb7auswFy722vP2zU62T )

dove saranno costantemente condivisi aggiornamenti e ulteriori approfondimenti sulle questioni che riguardano il territorio di Baia e Latina.

Nota a cura del Laboratorio Civico, gruppo di cittadini di Baia e Latina

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