SAN PIETRO INFINE – La Giunta Vacca approva lo schema di rendiconto 2025 e avvia la procedura di riequilibrio finanziario pluriennale ex art. 243-bis del Testo Unico degli Enti Locali. Dieci mesi fa il Consiglio Comunale aveva dichiarato il pieno rispetto degli equilibri di bilancio. Il capogruppo di minoranza Giacinto Colella annuncia segnalazioni a Corte dei Conti, Prefettura e Guardia di Finanza.
Oltre 3,2 milioni di euro di disavanzo di amministrazione. Per un Comune di 776 abitanti significa più di 4.200 euro di debito pro capite, pari in ordine di grandezza a circa due annualità di spesa corrente. È il quadro che emerge dallo schema di rendiconto della gestione 2025 approvato dalla Giunta del sindaco Antonio Vacca con la deliberazione n. 34 del 19 maggio 2026, immediatamente eseguibile. Lo stesso provvedimento, dato il “rilevante” disavanzo, dispone l’avvio della procedura di riequilibrio finanziario pluriennale prevista dall’articolo 243-bis del Testo Unico degli Enti Locali: il cosiddetto predissesto.
Il dato è particolarmente clamoroso se si confronta con quanto deliberato appena dieci mesi prima. Con la deliberazione di Consiglio Comunale n. 14 del 29 luglio 2025, infatti, la maggioranza — approvando la salvaguardia degli equilibri di bilancio ai sensi dell’articolo 193 del TUEL — aveva formalmente attestato che “l’esercizio si concluderà con un risultato di equilibrio fra entrate e spese”, che “i dati della gestione finanziaria corrente non fanno prevedere un disavanzo” e che “non sono pervenute segnalazioni relative ad eventuali debiti”. A meno di un anno di distanza, lo schema di rendiconto certifica l’esatto contrario: un disavanzo di € 3.270.705,65 e debiti fuori bilancio per € 174.417,68 distribuiti tra le diverse aree organizzative del Comune.
I numeri principali del rendiconto raccontano la dinamica di un dissesto annunciato e mai prima rappresentato in bilancio. Il Fondo Rischi Contenzioso passa da 80mila a 1 milione e 606mila euro (+1,53 milioni). Il Fondo Crediti di Dubbia Esigibilità passa da 405mila a 1 milione e 431mila euro (+1,03 milioni). La parte vincolata del risultato di amministrazione, che lo scorso anno valeva 1 milione e 361mila euro, viene rappresentata a zero. In sede di riaccertamento ordinario dei residui (delibera di Giunta n. 33 del 19 maggio 2026), inoltre, vengono cancellati per insussistenza accertamenti di entrate per complessivi 1 milione e 570mila euro: in larga parte si tratta di contributi della Regione Campania e dei Ministeri per investimenti — fra cui voci da 464mila, 200mila e 80mila euro — che erano stati registrati negli anni come crediti dell’Ente ma che, di fatto, non sono mai stati incassati.
Sul piano degli equilibri, anche la gestione 2025 in sé è in perdita: il risultato di competenza dell’anno è negativo per 603mila euro, con una parte corrente in disavanzo per 434mila euro e una parte in conto capitale in disavanzo per 169mila euro. L’indicatore annuale di tempestività dei pagamenti, infine, si attesta a 48 giorni, ben oltre il limite normativo di 30: segnale di una persistente difficoltà di cassa.
Non mancano profili di forma che rendono la vicenda ancora più imbarazzante. La Relazione sulla gestione allegata alla deliberazione di Giunta contiene un evidente errore di copia-incolla: in un passaggio si fa riferimento al “piccolo comune come Fossalto”, che però è in provincia di Campobasso, in Molise.
La reazione politica arriva dal capogruppo di minoranza Giacinto Colella, che annuncia di aver trasmesso formali segnalazioni alla Sezione regionale di controllo per la Campania della Corte dei Conti, alla Prefettura di Caserta e alla Guardia di Finanza territorialmente competente. “I cittadini di San Pietro Infine hanno il diritto di sapere come si è arrivati a questo punto”, afferma Colella. “In dieci mesi siamo passati da una solenne dichiarazione di equilibrio di bilancio in Consiglio Comunale a un disavanzo di oltre tre milioni di euro e all’avvio del predissesto. È una contraddizione che impone risposte chiare. Le Autorità di vigilanza devono valutare se le scelte contabili degli anni precedenti siano state davvero assunte nel rispetto dei principi di prudenza, veridicità e correttezza, e se ci siano profili di responsabilità — anche contabile — che meritano un approfondimento”.
Colella, nella PEC alla Prefettura, chiede inoltre conto del ritardo nell’approvazione del rendiconto da parte del Consiglio Comunale, oltre il termine del 30 aprile e in assenza di qualsivoglia proroga regionale o nazionale, sollecitando informazioni sull’eventuale diffida prefettizia ex articoli 141 e 243 del TUEL: “Se è stata adottata — osserva il consigliere — perché non è stata portata a conoscenza del Capogruppo di minoranza, come imporrebbero i diritti di informazione dei consiglieri sanciti dall’articolo 43 del TUEL?”
Ora la palla passa al Consiglio Comunale, chiamato in tempi brevi a deliberare sul rendiconto, e successivamente all’organo esecutivo, che dovrà predisporre il Piano di riequilibrio finanziario pluriennale: lo strumento attraverso il quale, sotto la vigilanza della Corte dei Conti e del Ministero dell’Interno, l’Ente dovrà rientrare gradualmente dal disavanzo nei prossimi anni. L’alternativa, in caso di mancato rispetto del piano, è il dissesto.
Nota a cura del Consigliere Comunale Colella
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