Piedimonte Matese – E’ indecente e a tratti vergognoso quanto accaduto al pronto soccorso dell’ospedale di Piedimonte Matese. Pesa sulla vicenda l’assenza di controlli da parte del direttore sanitario, Giovanna Verrillo, che in quanto tale ha il dovere di vigilare sul buon andamento dei reparti. Invece, un’anziana donna, una ex insegnante di matematica di 93 anni è stata costretta 4 giorni su un lettino del pronto soccorso perché – diceva il personale sanitario – non c’era un posto in tutto l’ospedale.
La frattura scomposta allo sterno
Chiaramente la situazione è grave considerato che la donna ha riportato una frattura scomposta allo sterno come evidenziato dagli stessi esami tecnici svolti nell’immediatezza del ricovero e poi confermati nella documentazione data ai familiari al momento delle dimissioni.
Il tentativo di trasferimento all’ospedale di Caserta
Subito dopo la certezza conferita dagli esami tecnici, i medici del pronto soccorso chiesero il trasferimento dell’anziana paziente presso l’ospedale di Caserta per un intervento chirurgico capace di sistemare la frattura scomposta. I medici del San Sebastiano di Caserta, però dopo aver visionato tutta la documentazione e le analisi decisero che l’intervento sarebbe stato inutile e che la donna sarebbe guarita da sola.
Trasferimento annullato
Dopo questa decisione assunta dai medici dell’ospedale di Caserta i camici bianchi del pronto soccorso matesino, parlarono con i familiari affermando che la signora non sarebbe comunque potuta tornare a casa subito. Questo chiaramente implicava la permanenza di almeno qualche giorno a Piedimonte Matese per poi valutare la situazione successivamente.
Il cambio di programma e il letto introvabile
Con il passare delle ore, i parenti della donna, constatavano che l’anziana restasse sempre nel pronto soccorso. Chiedevano lumi ai medici i quali replicavano che bisogna avere pazienza. Ripetevano in sostanza che in tutta la struttura non ci fosse un posto libero. Così anche il giorno successivo la sfortunata signora restava in un lettino del pronto soccorso. I parenti continuavano a protestare ma non ottenevano alcun miglioramento della situazione.
Le improvvise dimissioni della paziente
Incredibilmente nel pomeriggio del 16 maggio 2026 i parenti venivano avvisati delle immediate dimissioni della donna. Quindi dovevano portarsela a casa. I familiari restavano basiti, increduli. Chiedevano spiegazioni ma non ottenevano molto, tranne: è stata dimessa e quindi dovete portarla a casa.
La frattura “magicamente” scomparsa
I familiari leggevano con attenzione la cartella di dimissioni della 93enne e scoprivano che la frattura scomposta di cui si era parlato e per la quale addirittura si era cercato un posto all’ospedale di Caserta per un intervento chirurgico, è “magicamente” scomparsa. Nell’atto di dimissioni si parla genericamente di “trauma della parete toracica”. La situazione mandava su tutte le furie i parenti che ipotizzano nell’azione solo un tentativo di rassicurarli e convincerli così a riportare a casa la paziente.
L’intervento dell’avvocato
Esasperati e preoccupati i parenti della 93enne si rivolgevano all’avvocato di fiducia che inoltrava PEC alla direzione dell’ospedale e per conoscenza ai carabinieri della stazione di Piedimonte Matese. I medici della struttura matesina tentennavano, cercavano di ammorbidire la posizione dei parenti, ma i contrasti restavano fortissimi.
Le sofferenze della donna
In tutta questa disputa, chiaramente, la sorte peggiore è stata quella di Pia, l’anziana di 93 anni, residente a Sant’Angelo di Alife, che da tre giorni era abbandonata su un letto del pronto soccorso dell’ospedale matesino. I familiari nei pochi momenti che hanno avuto accesso, hanno visto la donna in condizioni disumane. Poi le cose sono cambiate. A seguito dell’intervento del legale la dottoressa di turno subentrata procedeva a tutti gli accertamenti del caso. Inutile dire che a seguito delle radiografie veniva constatata la frattura scomposta dello sterno anche se lieve. Così come del resto emerge anche dalla documentazione data ai familiari al momento delle dimissioni avvenute ieri quando i familiari hanno provveduto a trasferire la donna in altra struttura.
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