CAPUA / CASERTA – Un facsimile, rilasciato dal distretto sanitario di Capua, destinato agli utenti più fragili (economicamente) per ottenere la prescrizione dei farmaci di categoria C, sta scatenando una forte polemica fra i medici di base che l’Asl ha definito – nel facsimile – “pinco pallino”. I medici polemizzano perché in quella parola c’è, secondo la loro visione, una totale mancanza di rispetto. Infatti il termine “pinco pallino” solitamente chi usa in tematiche di natura polemica, con tono spregiativo o ironico. Pinco Pallino è un nome di pura fantasia di uso popolare con il quale si indica una persona comune, una tra le tante, uno sconosciuto senza particolari pregi o difetti, uno qualunque a cui non si dà importanza alla sua identità.
Andando a ricercare la parola pinco nei vari dizionari sono venute fuori queste interessanti definizioni: cetriolo; piccolo pene; punta, germoglio , membro virile, minchione, coglione. In particolare è nel toscano antico che il termine pinco significa “pene”, ebbene sì, stiamo parlando proprio dell’organo riproduttivo maschile.
Invece, il termine pallino è inteso come “testicolo” (al singolare), mentre al plurale sono chiamati metaforicamente gioielli di famiglia.
Comunque, va precisato che, spesso, chi usa questa espressione non lo fa di certo perché conosce l’etimologia della parola, dal momento che il significato più noto è quello di “una persona qualunque”.

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