Antonio Vacca, sindaco San Pietro Infine (CE)

SAN PIETRO INFINE – IL CASO SI ALLARGA: ANCHE IL BILANCIO DELL’ANNO SCORSO PARLAVA DI FALCIANO DEL MASSICO

San Pietro Infine – Su due pagine il nome dell’altro Comune. Si lodava «l’operato del Sindaco Fava». Le anomalie segnalate non sono di quest’anno: si ripetono identiche da almeno due esercizi.
La vicenda del Documento Unico di Programmazione del Comune di San Pietro Infine, esplosa nei giorni scorsi quando il Consigliere comunale di minoranza Giacinto Colella aveva scoperto che il DUP 2026-2028 – approvato dal Consiglio il 17 marzo scorso – riconosceva «la fiducia da parte della popolazione di Falciano del Massico», si arricchisce di un nuovo, pesante capitolo. Il Consigliere Colella è entrato in possesso del DUP 2025-2027, il Documento Unico di Programmazione approvato dal Consiglio Comunale di San Pietro Infine con la Delibera n. 7 dell’11 marzo 2025, ossia esattamente un anno prima di quello finito al centro delle cronache. E le anomalie non sono diverse: sono peggiori.
IL RIFERIMENTO PERSISTENTE A FALCIANO DEL MASSICO
Mentre nel DUP 2026 il riferimento al Comune di Falciano del Massico ricorreva una sola volta – in una frase tronca, che lasciava intuire un copia-incolla maldestro – nel DUP 2025 il riferimento è doppio: “Falciano del Massico” compare su due pagine distinte della sezione programmatica del documento.
Ma c’è di più: nel passaggio dove il DUP «riconosce la fiducia popolare» dell’elettorato, il documento del 2025 specifica anche che la popolazione avrebbe voluto premiare «l’operato del Sindaco Fava». Domenico Fava è il Sindaco di Falciano del Massico. Il Sindaco di San Pietro Infine è il Dott. Antonio Vacca.
Il DUP del Comune di San Pietro Infine, dunque, in due esercizi consecutivi, lodava in modo testuale ed esplicito il Sindaco di un altro Comune
LE 1.995 CHILOMETRI DI STRADE GIÀ NEL DUP 2025
La sezione “Territorio” del DUP 2025-2027 espone esattamente le stesse cifre impossibili già segnalate nel DUP 2026: 95 km di strade statali, 200 km di provinciali, 800 km di comunali, 900 km di vicinali. Totale: 1.995 km su 14,10 km² di superficie comunale. Una densità viaria di 141 km per ogni km² di territorio: fisicamente impossibile, e ancora più stridente se si pensa che il DUP 2024-2026, approvato due anni fa, indicava correttamente un totale di 42 km.
PERCHÉ NON SI TRATTA DI “REFUSI” – COSA DICE IL DIRITTO
L’Amministrazione, nelle ultime ore, fa filtrare la tesi che si tratterebbe di «semplici refusi che non inficiano l’atto», da rimediare con una semplice rettifica. È una qualificazione giuridicamente sbagliata. E va detto chiaramente.
Un refuso – o, in linguaggio amministrativo, “errore materiale” – è una cosa molto precisa: l’errore tipografico, l’inversione di lettere, la cifra battuta col dito sbagliato, l’omissione di una parola che si vede ictu oculi dal contesto stesso del documento. Cassazione e Consiglio di Stato sono univoci sul punto (Cons. Stato Sez. V, 12.03.2018 n. 1577): l’errore materiale si può rettificare in autotutela solo quando «emerge dal contesto stesso dell’atto, non incide sulla volontà dell’amministrazione, e la sua correzione non comporta una nuova manifestazione di volontà».
Il test pratico è quello che si chiama la regola della matita rossa: un refuso lo corregge chiunque legga il documento, perché il valore esatto è desumibile dal testo. Se per correggere serve andare a cercare il dato altrove (in archivio, su un altro atto, sul portale ISTAT, sul portale ANAS), non è un refuso. È attestazione di fatto non vero che richiede di rifare l’istruttoria.
Le anomalie del DUP di San Pietro Infine, dunque, non superano il test:
– Il riferimento a “Falciano del Massico” non è un refuso: è il nome di un’altra entità amministrativa, con propri cittadini e propria storia elettorale. Per “rettificarlo” non basta una matita: serve sapere quale frase esprime davvero la volontà dell’Amministrazione di San Pietro Infine – che è cosa ben diversa.
– Il riferimento al “Sindaco Fava” non è un refuso: è il nome di una persona fisica realmente esistente, che svolge effettivamente la funzione di Sindaco – ma di un altro Comune. La sostituzione richiede di sapere chi sia il Sindaco vero. Non è un’inversione di lettere.
– Le 1.995 km di strade non sono un refuso: sono quattro cifre intere distinte (95+200+800+900), simultaneamente alterate, ciascuna riferita a una categoria di strade. Per correggerle serve sapere quante strade ci sono davvero – un dato che richiede istruttoria esterna. E che, nel DUP 2024, era riportato correttamente in 42 km totali. E tutto il resto.
PERCHÉ IL DUP 2025 NON È PIÙ RIMEDIABILE
Qui la vicenda assume un rilievo ulteriore. Il DUP 2026, oggetto dell’istanza di annullamento in autotutela protocollata da Colella la settimana scorsa, è un documento appena adottato: l’Amministrazione può ancora ritirarlo, correggerlo e ripresentarlo al Consiglio per una nuova approvazione. Per il DUP 2025-2027, invece, la macchina si è già fermata. E definitivamente.
Perché: il DUP 2025-2027 ha fatto da presupposto al Bilancio di Previsione 2025-2027 (Delibera C.C. n. 7 dell’11 marzo 2025); il Bilancio di Previsione 2025-2027 è stato gestito per l’intero esercizio 2024; il 27 maggio 2025 il Consiglio Comunale ha approvato il Consuntivo 2024 (Delibera C.C. n. 10), che ha definitivamente chiuso l’esercizio richiamando come riferimento il DUP 2025-2027. Sul piano amministrativo, il DUP 2025-2027 è dunque un atto stratificato: la sua revoca in autotutela è di più difficile praticabilità, perché è ormai parte di una catena di atti consolidati.
Il DUP 2025 è stato implicitamente ratificato da chi ha approvato il Consuntivo. Quindi anche in sede di approvazione del Consuntivo 2024, né i consiglieri, né gli amministratori, né i tecnici, né il Revisore si sono accorti delle anomalie.
«PER DUE ANNI, NESSUNO HA LETTO QUELLO CHE FIRMAVA»
Colella riassume la vicenda in una frase: «Per due esercizi consecutivi, il Sindaco, la Giunta, il Segretario Comunale, il Revisore dei Conti, la Responsabile del Servizio Finanziario e la maggioranza del Consiglio hanno firmato e votato un documento programmatico che parla di un altro Comune e di un altro Sindaco. Senza accorgersene. Quattro firme. Due anni. Zero letture.»
Il dossier, ormai, non riguarda più un singolo bilancio. Riguarda la qualità dell’azione amministrativa di un Ente locale per due esercizi consecutivi, e i meccanismi di controllo – interni ed esterni – che avrebbero dovuto intercettare l’errore e non l’hanno fatto. Si attende ora la risposta delle Autorità di vigilanza.
E si attende, soprattutto, una parola dal Sindaco di San Pietro Infine. Che – ricordiamolo – è il Dott. Antonio Vacca. Non il Dott. Domenico Fava.
(nota a cura del consigliere Colella)

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