SAN PIETRO INFINE / FALCIANO DEL MASSICO – Dodici anomalie documentali in sei atti ufficiali: dati copiati da altri comuni, strade impossibili, date nel futuro, conti che non tornano. E ancora nessuna risposta dal sindaco.
San Pietro Infine, maggio 2026. Nella seduta del 17 marzo 2026 il Consiglio Comunale di San Pietro Infine ha approvato, a maggioranza, il Documento Unico di Programmazione 2026-2028 e il Bilancio di Previsione 2026-2028. Atti fondamentali per la vita del Comune, che fissano le priorità e le risorse per i prossimi tre anni. Peccato che quei documenti, a una lettura anche superficiale, risultino essere in larghissima parte copiati e incollati da atti di altri enti, mai aggiornati, pieni di errori aritmetici e addirittura contenenti date collocate nel futuro. A sollevare formalmente la questione è il consigliere di minoranza Giacinto Colella, che già in apertura della seduta del 17 marzo aveva proposto una pregiudiziale — respinta dalla maggioranza — e che il 3 maggio ha trasmesso una dettagliata istanza di annullamento in autotutela a Sindaco, Segretario Comunale, Organo di Revisione, Corte dei Conti, Prefettura di Caserta e Comune stesso. Il documento elenca non una, non due, ma almeno dodici anomalie distinte, distribuite su sei atti diversi. Anomalie che portano a una sola, imbarazzante conclusione: nessuno dei votanti sembra aver letto ciò che stava approvando. «La Sezione Programmatica del DUP 2026-2028 afferma testualmente che la popolazione di Falciano del Massico ha rinnovato la fiducia alla giunta.» San Pietro Infine dista circa 80 chilometri da Falciano del Massico. Partiamo dall’anomalia più clamorosa, quella che ha ispirato anche il titolo di questo articolo. Il DUP approvato come documento programmatico del Comune di San Pietro Infine contiene, nella sua sezione programmatica, un passaggio che fa riferimento esplicito alla «popolazione di Falciano del Massico» come quella che ha rinnovato la fiducia all’amministrazione. Un refuso da copia-incolla, residuo di un documento di un altro ente territoriale, che nessuno ha rimosso prima della firma e del voto. Non si tratta di un’imprecisione marginale: le linee programmatiche di mandato sono l’atto con cui un’amministrazione afferma la propria identità politica davanti ai cittadini.
Ma le anomalie non finiscono certo qui.
LE DODICI ANOMALIE DOCUMENTATE
1
Il comune sbagliato. Il DUP cita espressamente «Falciano del Massico» come il comune di riferimento dell’amministrazione in carica.
2
Mandato al quinto anno, ma il testo parla dei «primi due anni». Il DUP 2026-2028 è stato redatto con testi del 2023-2024, mai aggiornati.
3
Bilanci del passato al posto di quelli attuali. Il documento cita il bilancio 2024-2026 e il rendiconto 2023, anziché quelli in vigore (2026-2028 e rendiconto 2025).
4
Una delibera di Giunta datata 27 febbraio 2028. La Nota Integrativa al bilancio richiama come atto già esistente una delibera che, alla data di approvazione, non esiste e non potrà esistere per altri due anni.
5
Il Piano degli Indicatori non ha una data. Tutte e 14 le pagine del documento recano la dicitura «approvato il …» — con il campo rimasto vuoto. Firmato, validato dal revisore e pubblicato così.
6
1.995 km di strade in 14 km² di territorio. I dati territoriali dichiarano una rete viaria di quasi 2.000 chilometri, con una densità di 141 km per km²: fisicamente impossibile per qualsiasi comune italiano.
7
Il saldo migratorio dichiarato è zero: 17 immigrati e 30 emigrati fanno –13, non zero. Un errore aritmetico elementare, assente di qualsiasi controllo interno.
8
Il DUP dichiara che le previsioni NON sono coerenti con gli strumenti urbanistici. Letteralmente scritto nel documento approvato: risposta «NO» alla domanda di coerenza urbanistica prevista dalla legge.
9
Il Canone Unico crolla del 94% senza spiegazione. Da 170.000 euro previsti nell’anno precedente a soli 10.000 euro per il triennio, senza alcuna nota giustificativa.
10
650.000 euro di anticipazioni di tesoreria: il DUP le prevede, il Revisore dice che non ci sono. Una contraddizione frontale tra due documenti ufficiali approvati nella stessa seduta.
11
Fondo rischi contenzioso ridotto a 5.000 euro a fronte di una sentenza TAR che impone circa 897.000 euro di restituzione alla Regione Campania.
12
Il parere del Revisore è arrivato meno di 18 ore prima del voto, in violazione del termine regolamentare di quattro giorni. E il numero di protocollo citato nella delibera è sbagliato.
Davanti a questo quadro, la domanda che ogni cittadino ha diritto di porsi è semplice: come è possibile che nessuno, tra i consiglieri chiamati a votare, tra i funzionari chiamati a validare e tra il revisore chiamato a garantire, si sia accorto di nulla? Come si firma un bilancio che cita un altro comune? Come si approva un piano che dichiara espressamente di non rispettare le norme urbanistiche? Come si vota un documento che contiene una data nel 2028 come se fosse già accaduta?
Ad oggi, il sindaco di San Pietro Infine non ha fornito alcuna risposta pubblica. L’istanza di autotutela è stata depositata il 3 maggio 2026 e il termine di legge per il riscontro è di 30 giorni. Il silenzio, se dovesse protrarsi, non sarà senza conseguenze: il consigliere Colella ha esplicitamente riservato la possibilità di trasmettere gli atti alla Procura della Repubblica di Cassino, per valutare la sussistenza del reato di falso ideologico in atto pubblico da parte di pubblici ufficiali che hanno attestato dati non veri.
I cittadini di San Pietro Infine meritano un bilancio che parli davvero del loro comune. E meritano, quanto meno, una spiegazione.
Nota a cura di Giacinto Colella
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