Castello Matese – Truffa al caseificio, il viaggio di Zannini per “incontrare” i componenti della commissione Vinca. La telefonata con Montone

Castello Matese – Tutto inizia  alle 17e45 del 12 giugno 2023 quando il telefono del sindaco Salvatore Montone squilla. Sul display appare il numero e il nome di Giovanni Zannini, potente consigliere regionale capace, in quel periodo, di dominare ogni settore dell’intera provincia di Caserta. Montone risponde in maniera solerte e ossequiosa: “… Onorè”. Poi la conversazione fra i due continua perché Zannini chiede al sindaco Montone come funziona la commissione VINCA di cui è dotato il comune di Castello Matese, poi Zannini chiede al sindaco di inviare copia degli atti necessari ad altro comune – in questo caso quello di Cancello e Arnone – per  aderire alla commissione. Emblematico il passaggio in cui Montone, rivolgendosi a Zannini assicura: “… poi se ci sta una esigenza nello specifico che serve figurati, me lo chiedi, e vediamo come fare, come abbiamo fatto per gli altri comuni”.

Il viaggio a Castello:
Era l’11 agosto del 2023 quando Giovanni Zannini prende la propria auto e raggiunge Castello Matese dove incontra i tecnici dell’ente e quelli della commissione VINCA per accordarsi sul da farsi. Successivamente la Commissione Ambientale di Castello del Matese, su istigazione del Consigliere Zannini per tramite di Liberato Marra e Antonio Montone (ex sindaco del paese), ometteva di effettuare l’istruttoria tecnica sulla richiesta di parere avanzata dalla società SPINOSA, nonostante le gravi carenze dello studio ambientale, redatto solo formalmente in base alla normativa vigente e segnatamente nella parte descrittiva dei luoghi vi era il riferimento solo a tavole della pianificazione comunale, provinciale e regionale,  mentre risultava completamente mancante il contributo tecnico interpretativo, frutto di indagini e sopralluoghi in campo, sulle caratteristiche naturali e stato di conservazione degli habitat presenti nel tratto di fiume e relativa fascia riparia posta nelle immediate vicinanze dell’area d’intervento, assolutamente indispensabile ai sensi dell’art 5 DPR 357/97 per poter valutare le eventuali incidenze significative del progetto in esan1e sugli habitat e sulle specie del sito Rete Natura 2000 interessato; mancante, inoltre, era il riferimento alla data di realizzazione dell’impianto che veniva chiaramente descritto come in fase di realizzazione, essendo invece abbondantemente già realizzato alla data del 2 novembre 2023.
La Commissione ambientale del Comune di Castello del Matese veniva indotta in inganno dalla relazione tecnica asseverata, predisposta  dal geometra Cuccaro (presente in formato word nel PC di ZANNINI) in merito alla distanza dell’impianto dal Sito NATURA 2000 attestando falsamente “la non necessità di procedere alla valutazione di impatto ambientale, stante la distanza dell’impianto dal Sito Natura 2000 di 620 metri” , valore non corrispondente al vero.

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