Mondragone – Il Tribunale del Riesame di Napoli ha confermato il divieto di dimora in Campania e nelle regioni confinanti per l’ex consigliere regionale Giovanni Zannini, eletto sette mesi fa in Forza Italia con una valanga di voti. Alla base della decisione dei giudici del Tribunale della Libertà la sussistenza di gravi indizi di colpevolezza sia il rischio concreto di reiterazione dei reati. Nelle motivazioni depositate a fine aprile, i giudici parlano apertamente di una “spregiudicata familiarità corruttiva”, evidenziando come – secondo l’impianto accusatorio – Zannini avrebbe utilizzato le proprie funzioni pubbliche “strumentalizzandole per il proprio tornaconto personale”. Il collegio del Riesame ha rigettato il ricorso, ritenendo che la posizione di Zannini non offra sufficienti garanzie sotto il profilo cautelare. I giudici hanno sottolineato come il consigliere non sia decaduto dalla carica, ma soltanto sospeso e temporaneamente sostituito, mantenendo dunque un ruolo e una rete di relazioni politiche e istituzionali. Attualmente Zannini si trova in Abruzzo, in ottemperanza alla misura cautelare.
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