FOTO DI REPERTORIO

BAIA E LATINA – ACQUA: RAGGIUNTE LE 298 FIRME, MA DAL COMUNE NESSUNA RISPOSTA

BAIA E LATINA – A Baia e Latina, 298 firme non sono un episodio marginale. In un Comune di poco meno di duemila abitanti, rappresentano circa un maggiorenne su sei: un dato che dà la misura di una richiesta ampia, trasversale e consapevole. Lo scorso 4 marzo, un gruppo di cittadini ha trasmesso una petizione popolare a tutte le istituzioni competenti – Comune, Ente Idrico Campano, gestore del servizio, ARERA, Prefettura – chiedendo trasparenza, continuità del servizio idrico e tutela effettiva della salute pubblica. Una petizione fondata su fatti noti: ordinanze sindacali, periodi di non potabilità, ricorso prolungato alle autobotti, comunicazioni frammentarie e spesso tardive. A quasi due mesi di distanza, però, dal Comune non è arrivato alcun riscontro pubblico. Nessuna risposta scritta. Nessun chiarimento. Nessuna convocazione. Nonostante l’immediato e puntuale riscontro di ARERA – Sportello per il Consumatore Energia e Ambiente, che ha richiamato gli standard di continuità del servizio idrico, i diritti degli utenti, gli indennizzi automatici in caso di disservizio e il percorso di reclamo e conciliazione previsto dalla normativa nazionale – l’Amministrazione comunale è rimasta completamente inattiva. Un’inerzia che pesa come un macigno, anche perché – per stessa ammissione dell’ARERA – l’Autorità non può sostituirsi al ruolo del Comune, che resta il primo interlocutore istituzionale dei cittadini e il soggetto chiamato a garantire trasparenza, informazione e indirizzo. La petizione non nasce come gesto di contrapposizione, ma come richiesta di normalità amministrativa.

I cittadini chiedono:

  • la pubblicazione completa e accessibile dei dati analitici sulla qualità dell’acqua;
  • un’informazione pubblica costante e verificabile;
  • misure concrete per le categorie più fragili;
  • un confronto aperto con gestore, Ente Idrico Campano e ARPAC;
  • la verifica degli atti e delle responsabilità.

Richieste puntuali, legittime, documentabili. E proprio per questo, il silenzio istituzionale pesa ancora di più. Nel frattempo, la vita quotidiana racconta altro. Molti cittadini sono stati costretti negli anni a dotarsi autonomamente di serbatoi e pozzi, sostenendo costi aggiuntivi rispetto a bollette che continuano a essere pagate per un servizio percepito come discontinuo e incerto. Dopo la presentazione della petizione, peraltro, risultano avviati interventi su alcune aree del territorio senza alcuna comunicazione pubblica, con conseguenti problemi di pressione segnalati da numerose utenze. Episodi che alimentano interrogativi, anziché scioglierli. Non è solo una questione di acqua. È una questione di metodo. Un’amministrazione che non risponde a una richiesta formalmente sottoscritta da centinaia di cittadini trasmette l’idea di un ascolto selettivo, di un confronto che avviene solo in forme informali o riservate, e non nella sede pubblica che dovrebbe essere naturale quando si parla di diritti fondamentali.cEppure, la comunità di Baia e Latina ha già dimostrato di voler fare un passo diverso: la petizione rappresenta il passaggio dalla rassegnazione alla partecipazione, dalla protesta individuale a una voce collettiva.cPer questo il messaggio è chiaro e aperto: il Comune può e deve rispondere. Può chiarire cosa è stato fatto, cosa si sta facendo, con quali tempi e con quali interlocuzioni tecniche. Può riportare il confronto su un piano pubblico, trasparente e verificabile.cL’acqua non è un favore, né una concessione. È un diritto essenziale. E quando una comunità così ampia chiede risposte, il silenzio non è neutralità: è una scelta. Una scelta che oggi molti cittadini di Baia e Latina chiedono di superare, nel rispetto delle istituzioni e nel segno della responsabilità. La domanda, a questo punto, è inevitabile: perché?cPerché ignorare una parte così ampia della comunità? Perché evitare un confronto pubblico su un tema essenziale?cLa sensazione, sempre più evidente, è quella di una politica chiusa, autoreferenziale, incapace di accettare il confronto.

Nota a cura del Laboratorio Civico, gruppo di cittadini di Baia e Latina

Guarda anche

Sessa Aurunca – “Palate” in famiglia: figlio spedisce padre al pronto soccorso. Poi l’uomo lascia la casa

Sessa Aurunca – Una violenta lite familiare è alla base dei fatti avvenuti ieri. Protagonisti …