Pignataro Maggiore – Nel pieno della campagna elettorale per le amministrative, interviene l’avvocato Pietro Mercone, già capolista di Pignataro 2030 e capogruppo di opposizione nella scorsa consiliatura guidata da Giovanni Giuseppe Palumbo, per chiarire la posizione del gruppo dopo alcune dichiarazioni del candidato sindaco Vincenzo Romagnuolo sui rapporti con Pignataro 2030 e con l’ex sindaco ed ex presidente della Provincia Giorgio Magliocca.
Mercone affida ai social una presa di posizione netta: “l’esperienza politica di Pignataro 2030 è da considerarsi conclusa e, di conseguenza, non esistono accordi elettorali con alcuna lista o candidato”. L’ex capogruppo precisa che “quella realtà politica, composta da candidati e sostenitori delle scorse comunali, non può essere utilizzata o richiamata senza il suo coinvolgimento diretto, rivendicando un ruolo personale centrale in ogni eventuale scelta politica”. Nello stesso intervento, però, Mercone sposta il piano del discorso e, pur senza citare direttamente nomi, lascia intendere “che dietro le dichiarazioni pubbliche si stia cercando di nascondere un riavvicinamento politico e personale di lungo corso, parlando di un’intesa ventennale interrotta solo per pochi mesi e ora, a suo dire, nuovamente possibile”.
Da qui le domande, che assumono il tono di una critica politica: perché non dichiarare apertamente questi rapporti, perché rinviare o mascherare eventuali accordi, e se alla base di questo atteggiamento ci siano timori legati alla reazione dell’elettorato o agli equilibri interni di una coalizione definita “fin troppo composita”. L’intervento arriva in una fase delicata, con le liste ormai presentate e gli schieramenti definiti, e contribuisce ad alimentare il dibattito sulle reali dinamiche politiche che sostengono le candidature in campo, lasciando emergere interrogativi più che certezze, mentre in chiusura lo stesso Mercone, da elettore, rivolge un augurio a tutti i candidati.
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