TEANO (di Nicolina Moretta) – È nella sede centrale dell’Istituto Comprensivo “Vincenzo Laurenza” di Teano, dirigente scolastica Fiorella Musella, che ieri ha parlato la giovane Alessandra Buonocore, vittima di abusi e orfana di mafia, a tutti gli alunni delle classi delle scuole secondarie di primo grado dell’Istituto. Alessandra
fu abusata da fanciulla da un amico di famiglia; la madre, Teresa Buonocore, denunciò l’uomo che fu condannato, ma dal carcere ordinò l’assassinio di Teresa, il 20 Settembre 2010 a Napoli. Alessandra è una giovane serena, risoluta e risolta e gli alunni l’ascoltano con attenzione e le porgono domande argute. Quello di Alessandra è un mondo fatto di donne: zia, nonna, sorella e la madre che non c’è più. Donne che si sono accolte con coraggio. Sostanzialmente Alessandra ha spiegato agli alunni che non prova odio per l’uomo che ha abusato di lei e che ha
ordinato l’assassinio della madre, la zia (sorella della madre) le ha insegnato a non odiare e lei non prova nulla per gli assassini, “né rabbia né odio”, semplicemente non esistono più nella sua vita, ma, invece, le interessa raccontare delle donne che hanno avuto coraggio e aggiunge che la cosa più importante “è l’assenza di mamma e su lei continuiamo a spendere le nostre energie.” Alessandra raccomanda agli alunni che se qualcosa non li fa stare bene la devono raccontare, parlarne sempre. L’insegnante Anna Marrese chiede ad Alessandra cosa cambierebbe per migliorare le condizioni delle donne perseguitate. Oltre alla poca efficacia del braccialetto elettronico, sulla quale concordano entrambe, Alessandra focalizza l’attenzione sugli uomini abusanti. Tutt’oggi la scelta di essere seguiti per un periodo da specialisti e facoltativa, ma sarebbe opportuno renderla obbligatoria per legge a tutti gli
abusanti.
FOTO DI REPERTORIO
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