Vairano Patenora – Si avvicina la fine dell’anno scolastico ed è tempo di gite e viaggi di istruzioni. La gita scolastica venne introdotta nelle scuole italiane nel 1913 per promuovere i viaggi alla scoperta del patrimonio culturale, diventa poi, con gli anni, una consuetudine per docenti e alunni, utile a socializzare approfondire e completare il percorso scolastico dello studente.
Perfezionatasi negli anni, il viaggio di istruzione, diventa: il primo viaggio furi casa fatto dallo studente, diventa il primo viaggio fatto insieme al compagno preferito o insieme al compagno che non si sopporta è un viaggio fatto di canzoni cantate su un pullman, fatto di continui richiami all’ordine del docente, di visita a luoghi nuovi, di racconti fino a ora tardi nelle camere e al mattino di sveglie in autonomia, diventa poi al rientro il primo racconto fatto di emozioni e ricordi chiusi in delle foto che saranno tesoro da custodire.
Uno studio fatto dall’osservatorio gite scolastiche rivela che il 44% degli studenti rinuncia al tradizionale viaggio di istruzione per i costi troppo elevati, ma succede anche che nel restante 56 % dei partecipanti una buona parte delle famiglie pur di non far perdere al proprio figlio questa esperienza sono disposte a fare del sacrifici enormi.
Il costo delle gite scolastiche è lievitato e di molto anche, contestualizzare ad oggi le cause dell’aumento di tale costo diventa tutt’altro argomento e soprattutto un argomento molto complesso che richiederebbe analisi e osservazioni di persone competenti, ciò su cui vogliomo soffermarci e porre la dovuta attenzione è cercare di capire il valore e l’utilità che può assumere oggi un viaggio di istruzione e domandare a chi di dovere l’importanza che da la scuola ai fini del completamento scolastico.
Ci verrebbe da porre da un lato della bilancia il costo della gita e dall’altro lato le motivazioni che dovrebbero spingere le famiglie ad accettare, famiglie che sono già in affanno per il continuo aumentare dei costi scolastici.
La domanda e l’attenzione che vorremmo porre ai dirigenti scolastici e capire perché si propone una gita con costi eccessivi e perché non proporre alternative con costi che possano essere accessibili a tutti?
Perché porre le famiglie a fare delle scelte o a fare dei sacrifici?
È possibile che in un consiglio di Istituto dove è presente una componente genitoriale non si valutino le congruenze dei costi?
Ed è possibile che i docenti organizzatori non negoziano con le agenzie ?
E nel mentre ci poniamo tutte queste domande lì nella scuola iniziano le prime selezioni di chi può e chi non può permettersela.
Ma in una scuola dove si parla di continuo di inclusione si può accettare tutto questo?
E soprattutto oggi, dove ci troviamo in un mondo che rivela tutto in contrario di tutto di quanto affermato fino ad ora dobbiamo includere anche il nostro sistema scolastico?
Porre un faro su questo argomento è prettamente necessario da chi di dovere, promuovere uguaglianza tra gli alunni è soprattutto un obbligo da chi di dovere, ogni studente deve sentirsi uguale agli altri, soffermarsi su numeri di adesione ai viaggi di istruzioni e completamente sbagliato perché dietro quei numeri ci sono famiglie in affanno anche nel sostenere i costi scolastici. (nota a cura di una mamma)
foto di repertorio
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