CASERTA – Consorzio Asi e commissariamento della Giunta Regionale, bocciata l’istanza cautelare: non sussiste il “fumus boni juris”

CASERTA – Il Tar Campania respinge la richiesta di sospensiva e, almeno in questa fase, dà ragione alla Regione nella vicenda  riguardante il Consorzio Asi di Caserta e il commissariamento disposto dalla Giunta Regionale. Con un’ordinanza emessa dalla Prima Sezione, il Tribunale amministrativo ha rigettato l’istanza cautelare presentata dal Consorzio Asi Caserta contro la delibera regionale del 6 marzo scorso e gli atti collegati, tra cui il decreto di nomina del commissario ad acta. Il ricorso, mirava a bloccare gli effetti dei provvedimenti adottati dalla Regione Campania. Nel merito della fase cautelare, i giudici hanno ritenuto che non sussista il cosiddetto fumus boni juris, ovvero una sufficiente fondatezza delle ragioni del ricorso. Un elemento centrale nella decisione riguarda la composizione del Consorzio Asi, in particolare la presenza della Fondazione Asi Ce Ets e della società consortile Coplus Srl. Secondo il Tar, la normativa regionale – con riferimento specifico alla legge della Campania n. 19 del 2013 – individua in maniera chiara e tassativa i soggetti che possono far parte dei consorzi Asi, qualificati come enti pubblici economici. In questo elenco non rientrano le fondazioni di diritto privato, motivo per cui la Fondazione Asi Ce Ets non potrebbe essere considerata legittimata a partecipare all’ente. Analoga valutazione viene espressa per la Coplus Srl, che – sempre secondo il collegio giudicante – non risponderebbe ai requisiti richiesti, non potendo essere qualificata né come consorzio di operatori né come società consortile operante in ambito locale. In particolare, i giudici evidenziano l’assenza di sedi o attività effettive in Campania e, nello specifico, negli agglomerati industriali della provincia di Caserta. Da qui il riconoscimento, in questa fase, della legittimità dell’azione della Regione Campania, guidata dal presidente Roberto Fico, che – si legge nell’ordinanza – avrebbe agito con l’obiettivo di preservare la regolare composizione dell’organo assembleare del Consorzio Asi. Respinta anche la doglianza relativa ai tempi. Il Consorzio aveva contestato l’eccessiva brevità del termine di tre giorni assegnato per adeguarsi alla diffida regionale. Tuttavia, il Tar ha evidenziato come il commissariamento sia stato disposto solo oltre un mese dopo, precisamente il 6 marzo, e non immediatamente allo scadere del termine indicato. Alla luce di queste considerazioni, il collegio ha rigettato la domanda cautelare, disponendo al contempo la compensazione delle spese per questa fase del giudizio. La decisione non chiude il procedimento nel merito, ma rappresenta un primo passaggio sfavorevole per il Consorzio Asi Caserta nella complessa partita legale contro la Regione Campania.

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