ROCCAMONFINA – L’arrivo dei Carabinieri, con la presenza e la partecipazione del Luogotenente Borrelli Francesco Comandante della Stazione Carabinieri di Roccamonfina, unitamente al Reparto Carabinieri Forestale, presso l’Istituto Comprensivo di Roccamonfina, ha trasformato l’ordinaria routine scolastica in un’esperienza indimenticabile per i piccoli studenti e gli ufficiali rispondono alle numerose domande dei ragazzi. Gli agenti, con pazienza e semplicità, hanno spiegato ai bambini cosa significa essere cittadini responsabili e rispettosi delle regole, sottolineando l’importanza della legalità, dell’amicizia e della solidarietà, utilizzando un linguaggio chiaro e comprensibile per i più piccoli. L’incontro è stato un’occasione importante per far comprendere agli alunni che i Carabinieri non sono solo figure autoritarie, ma anche persone vicine ai cittadini, sempre pronte ad aiutare chi è in difficoltà. In particolare gli argomenti trattati sono stati il bullismo e il cyberbullismo e le varie funzioni dell’Arma dei Carabinieri. L’iniziativa ha riscosso un grande interesse e successo tra gli studenti e gli insegnanti. Gli agenti, con pazienza e semplicità, hanno spiegato ai bambini cosa significa essere cittadini responsabili e rispettosi delle regole, sottolineando l’importanza della legalità, dell’amicizia e della solidarietà, utilizzando un linguaggio chiaro e comprensibile per i più piccoli. L’incontro è stato un’occasione importante per far comprendere agli alunni che i Carabinieri non sono solo figure autoritarie, ma anche persone vicine ai cittadini, sempre pronte ad aiutare chi è in difficoltà. In particolare gli argomenti trattati sono stati il bullismo e il cyberbullismo e le varie funzioni dell’Arma dei Carabinieri. L’iniziativa ha riscosso un grande interesse e successo tra gli studenti e gli insegnanti. Costante è il contributo alla “formazione alla cultura della legalità” promosso dal Comando Generale dell’Arma dei carabinieri nelle scuole, con lo scopo di far riflettere sui temi di maggiore attualità, quali il bullismo, il cyberbullismo, la violenza sulle donne e sulle sostanze stupefacenti, elementi di riflessione indirizzati a giovani tra i 14 e i 18 anni di età, che possano indurli a scegliere responsabilmente nell’esclusivo interesse della salvaguardia e tutela della propria vita e rispetto degli altri, il tutto in modalità interattiva, ovviamente. Tra i vari concetti, non manca quello dell’ omertà, che non è legato necessariamente alla mafia, e della necessità di saper affermare la verità, superando ogni paura e pregiudizio, perché la verità rende le persone libere e coraggiose. Gli studenti hanno mostrato interesse, interagendo con curiosità e attiva partecipazione.
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