foto di repertorio

Venafro / Sesto Campano – Bimbi maltrattati all’asilo, parla la bidella

Venafro / Sesto Campano – E’ salita sul banco dei testimoni la bidella (collaboratore scolastico) chiamata a testimoniare dalle difese delle due imputate. La sua testimonianza, in sostanza, non ha spostato assolutamente nulla; infatti la donna si è limitata a dire che lei era presente solo nei corridoi e che le due maestre svolgevano lezioni con le porte chiuse. Questo, in sostanza, lo svolgimento dell’ultima udienza – quella di alcune settimane fa – nell’ambito del processo a carico di due maestre accusate di maltrattamenti a carico di alcuni bimbi dell’Asilo di Venafro. Al termine dell’udienza il giudice ha fissato il calendario delle prossime udienze che porterà alla sentenza di primo grado entro il prossimo mese di luglio 2026.

La vicenda:
Due maestre sono finite sotto processo perché accusate di maltrattamenti a carico dei bimbi dell’asilo in cui insegnavano. Bambini colpiti violentemente con libri, schiaffeggiati, spintonati, insultati e umiliati. Bambini tenuti fermi dalle maestre mentre altri bambini tirano loro i capelli. La legge del taglione: occhio per occhio dente per dente. Questa la soluzione adottata dalle maestre coinvolte nell’inchiesta che ha portato oggi alla loro sospensione.  La famiglia della piccola vittima è originaria di Sesto Campano, ma da tempo si era trasferita a Venafro dove sono avvenuti i fatti. Proprio la loro denuncia ha permesso di scoprire cosa accadeva fra le mura di quell’asilo. Sconvolti i genitori della giovane vittima che pensavano di affidare il bambino in mani sicure e invece hanno dovuto scoprire una triste realtà.  Serena Di Pilla residente a Venafro, originaria di Sant’Agapito (provincia di Isernia) e Luisa Rossi residente a Venafro, originale di Castel San Vincenzo, questo i nomi delle due maestre che vennero sospese nel 2019, a conclusione di un un’azione della Polizia di Stato di Isernia che eseguì un’ordinanza di applicazione della misura interdittiva della sospensione dall’esercizio dell’insegnamento a carico di due maestre di anni 49 e 58 che svolgevano la loro attività all’interno di una scuola dell’infanzia statale della provincia di Isernia a seguito di un’attività d’indagine svolta dalla Squadra Mobile con intercettazioni audio e video che hanno riscontrato i maltrattamenti denunciati da alcune madri. Il giudice ha accolto la richiesta delle parti civili ammettendo il Ministero dell’Istruzione come responsabile in caso di risarcimento dei danni.

Guarda anche

Sparanise – Smaltimento rifiuti e falsi avvisi comunali, i dubbi dei residenti

Sparanise – I fatti sono avvenuti nelle palazzine di edilizia popolare di via Borsellino, dove …