La corruzione dilaga: mazzette per evitare le interdittive antimafia: poliziotto in manette

Caserta – Concussione e rivelazione di segreto, con questa accusa è stato arrestato e portato in carcere un poliziotto della Questura di Caserta;  con lui a finire in manette anche un commercialista suo complice. Secondo l’indagine, coordinata dall’ufficio inquirente guidato dal procuratore Domenico Airoma, l’ispettore avrebbe chiesto, con l’aiuto dell’altro arrestato, somme di denaro a imprenditori per inserire alcune aziende nella cosiddetta “white list” – l’elenco di fornitori e prestazioni di servizi non a rischio di infiltrazione mafiosa – della prefettura o per fare in modo che non venissero cancellate dalla stessa. L’agente è un ispettore del Gruppo interforze antimafia (Gia), organismo costituto presso la Prefettura di Caserta che si occupa di interdittive antimafia alle aziende, in particolare di iscrizione e aggiornamento della “white list” delle imprese (obbligatorio per le attività che operano in settori sensibili e stipulano contratti con la pubblica amministrazione).
L’ispettore, Andrea Garofalo, di Casapesenna, 56 anni, era in servizio presso la divisione anticrimine della questura di Caserta e faceva parte anche del Gruppo interforze antimafia della prefettura. Il commercialista arrestato è Domenico D’Agostino. Le accuse sono emerse a seguito delle denunce presentate da due imprenditori. Il primo, titolare di un’azienda del settore del calcestruzzo, ha raccontato agli investigatori di essere stato convocato più volte nello studio del commercialista. Durante quegli incontri, gli sarebbe stato chiesto di consegnare il proprio telefono cellulare. Successivamente, gli sarebbero state mostrate informazioni giudiziarie a suo carico, tra cui ipotesi di reato che avrebbero potuto includere la rivelazione di segreti d’ufficio.

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