(di Aristotele) – Sarà una macchina fuoriserie, una potente Ferrari, oppure il solito carrozzone politico per drenare fondi pubblici senza lasciare nulla di concreto sul territorio? E’ questo il dubbio amletico. “Campania Antica”, nasce la ‘DMO’ dell’area interna di Terra di Lavoro con il ‘GAL’. Una sinergia tra 52 Comuni, Parco Nazionale e Comunità Montane del Matese, del Monte Maggiore e del Monte Santa Croce, Confindustria, Air Campania, Coldiretti, Confapi e Confcommercio Caserta, e attori istituzionali vari, coordinati dal GAL, per dare vita ad una gestione integrata e sistemica del Turismo nell’Alto Casertano.
La Destination Management Organization (DMO) è un’organizzazione senza scopo di lucro(?), di natura pubblica o pubblico-privata, responsabile della gestione, promozione e sviluppo strategico di una determinata destinazione turistica. Coordina attori locali, enti e imprese per migliorare l’offerta e il marketing territoriale; questa, in sintesi, la mission della DMO.
Si candida a motore dello sviluppo turistico, punta ad essere la vera sfida per la valorizzazione e vuole rappresentare una svolta autentica nella promozione dell’area nord di Terra di Lavoro: è questa la mission della DMO Alto Casertano Campania Antica, gia presentata in Regione Campania ai fini del suo riconoscimento e pronta ad assumere la gestione integrata e sistemica del turismo del vasto territorio del Matese, del Monte Maggiore e del Monte Santa Croce.
Questa DMO coinvolge tre catene montuose: Matese, Montemaggiore e Roccamonfina tra loro lontani e non comunicanti. Il primo ad economia silvo-pastorale, il secondo ad economia vitivinicola e fondata sulla mozzarella, il terzo castanicolo e vitivinicola. Tutti esercitano un po’ di attrazione in primavera e in autunno? chi sarà privilegiato? Come si agirà? Sinergicamente? Saranno in competizione fra loro (guerra tra poveri)? Oppure in perfetta sintonia?
Per ora stando ai comunicati e alle non lusinghiere esperienze in campo di promozione turistica di alcuni protagonisti della neonata DMO, è lecito domandarsi se quella appena arrivata ai box è una Ferrari con un team competitivo e ambizioso, oppure un classico un assemblaggio burocratico-istituzionale (un nuovo ente, fatto di Enti: comuni Comunità Montane, CCIIAA, Confederazioni e consorterie varie anche geograficamente lontane) forse più funzionale al “drenaggio” istituzionale di fondi che alla vera promozione del territorio stesso.
Chi verificherà la validità dei progetti talvolta fotocopiati da altre DMO) e il progressivo raggiungimento dei risultati a cui parametrare gli stati di avanzamento? Altre burocrazie istituzionali e meritocratiche? Dagli RPT ai POC è stato un susseguirsi di “successi”. Per il futuro speriamo.
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