CELLOLE – Spiagge e dune spianate dalle ruspe: impunità, arroganza e commistione. Ma l’onorevole Iovino farà rispettare la legge?

Cellole – Pulire, livellare o spianare una spiaggia con una ruspa è vietato per legge. A questo punto i cittadini si chiedono cosa farà il neo consigliere regionale Iovino – che è anche vice sindaco di Cellole ma secondo tanti osservatori è il vero primo cittadino del paese lasciando a Di Leone solo la fascia tricolore e qualche inutile show – interverrà per imporre il rispetto di regole? Oppure anche quest’anno sulle spiagge cellolesi ci saranno i soliti scempi? Iovino riuscirà ad invertire la rotta?
Nei giorni scorsi una ruspa ha spianato parte di una duna vicina ad una spiaggia. Lo hanno denunciato gli ambientalisti, rimasti in pochi a tentare di difendere l’ambiente e il territorio. Pulire, livellare, spianare le spiagge con mezzi meccanici è vietato, per legge. Ma la legge in quel di Cellole è cosa assai strana e curiosa. In realtà a Cellole da alcuni anni vige, su questa situazione, l’impunità, mancano i controlli reali sul territorio (i vigili urbani fanno solo multe), specialmente nella zona dei lidi dove ogni gestore si sente autorizzato a fare ciò che meglio ritiene solo con l’unico scopo di guadagnare di più. E tutto il sistema appare tollerare ciò. Così nascono strani parcheggi su qualche duna proprio per favorire qualche gestore di lido balneare che, in cambio, chiaramente, offre sostegno incondizionato all’amministrazione comunale. Ci sono, ad esempio, strutture ricettive, come ristoranti, realizzate sulla spiaggia, a pochi metri dal mare. Cellole, è quel curioso paese, ad esempio, dove l’assessore al demanio e al turismo possiede (come famiglia) ben tre lidi balneari.
L’intervento di Aveta:
Circa un anno fa, dopo una caso simile, intervenne Raffaele Avete, attuale consigliere regionale eletto in maggioranza, affermando con chiarezza: “Basta ruspe sul litorale domizio. Ancora una volta siamo costretti a denunciare l’uso indiscriminato di mezzi meccanici per la pulizia dell’arenile, con conseguenze devastanti per la tutela dell’ambiente e della bellezza del nostro litorale. Come si fa a non rendere conto che ruspe e bobcat distruggono una risorsa che è di tutti? Come si fa a consentire uno scempio di queste proporzioni? Come si fa a non capire che, così facendo, depauperiamo il nostro patrimonio di ambiente, meraviglia e biodiversità? In quanto la difesa del territorio e della risorsa paesaggistica deve essere considerata un’opportunità per lo sviluppo sostenibile di tutto il nostro litorale, altrimenti vittima delle solite speculazioni e del solito affarismo che hanno devastato la fascia costiera. Non si può più tollerare questo scempio”.

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