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PIEDIMONTE MATESE – Politiche sociali, servono 70milioni di euro per evitare la chiusura dei servizi

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PIEDIMONTE MATESE –  Politiche sociali, dopo l’allarme lanciato dai sindaci matesini, anche gli altri ambiti territoriali chiedono alla Regione interventi urgenti per evitare l’interruzione dei servizi. che venga ricostituito un Fondo Unico Nazionale per le Politiche Sociali, che la Regione Campania corrisponda ai Comuni le risorse per i servizi già erogati nel 2010 ed il 2011, ed il consiglio regionale stanzi almeno 70milioni di euro per i servizi sociali per i cittadini per il 2012.
Gli Assessori alle Politiche Sociali dei Comuni capofila degli Ambiti territoriali, si sono incontrati per denunciare lo stato di crisi del sistema di welfare regionale che tanto faticosamente è stato costruito in questi anni. I tagli dei fondi destinati al sociale si verificano in una situazione di grande difficoltà per decine di migliaia di famiglie della Regione. A fronte di tanta instabilità, occorrevano politiche forti, ma al contrario, il Fondo Nazionale Politiche Sociali per il 2012 prevede per la Campania una dotazione finanziaria di circa 4 milioni di euro, 113 milioni in meno dal 2007, il fondo Nazionale per la non autosufficienza è stato azzerato e la già fragile rete di servizi per i cittadini campani è destinata, quindi, a scomparire. Il momento è reso ancor più difficile dalla situazione finanziaria della regione Campania, infatti neppure le risorse finanziarie destinate ai Comuni campani per il 2010 – 2011 ed incassate dalla Regione sono state ancora trasferite.
Inoltre, il Decreto commissariale 77/11 che, a chiarimento del precedente decreto commissariale n.6/10, impone agli Ambiti Sociali territoriali il vincolo di attenersi agli obblighi di compartecipazione previsti dal DPCM 29/11/2001 in materia di concorso alle spese per prestazioni socio-sanitarie, pone direttamente in capo ai comuni associati l’onere di corrispondere alla fatturazione della quota di loro competenza. Ciò determina, a fronte di una già drastica riduzione negli ultimi anni delle risorse trasferite, l’onere della spesa, in capo ai Comuni, per tali prestazioni senza tuttavia destinare agli stessi quelle risorse che precedentemente destinava al SSN attraverso il Fondo Sanitario nazionale e la quota capitaria. I sindaci degli Ambiti chiedono che venga favorita e incentivata la sperimentazione di modelli innovativi di welfare, in partnership tra enti pubblici, terzo settore e cittadini, responsabilizzando questi ultimi ad essere parte attività nella costruzione di un nuovo Stato Sociale. Serve, secondo i sindaci,  deve essere elaborato urgentemente un Piano Straordinario Nazionale Povertà, in particolare per le aree metropolitane, che affronti il tema delle povertà marginali ed estreme.

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