Meloni si proclama patriota, ma finisce per essere patriota a casa di Trump e straniera in Italia. Il decreto carburanti prende in giro gli italiani: 25 centesimi in meno per appena 20 giorni, quasi 600 milioni di euro che paghiamo tutti noi, con le tasse, non i petrolieri. C’è un’altra beffa: all’articolo 3 del decreto è prevista una sanzione pari allo 0,1% del fatturato giornaliero, ma non per chi aumenta i prezzi, bensì per chi non rispetta le procedure di comunicazione dei prezzi, che non potranno variare nell’arco della giornata. Per dare un ordine di grandezza, il fatturato giornaliero dei carburanti è pari a circa 200 milioni di euro: la sanzione, anche ipotizzando il massimo, sarebbe di appena 200 mila euro. Una cifra irrisoria. Una vergogna.
C’è un dato, più di ogni altra cosa capace di smascherare l’approssimazione e l’incapacità del governo Meloni. Il dato è rappresentato dal decreto a tempo, appena 20 giorni per tentare di calmierare i prezzi con una riduzione delle accise di 25 centesimi. Il dato dimostra che nel governo Meloni – ormai il governo degli incapaci – non esiste un analista in grado di spiegare a quelle “zucche vuote” che in venti giorni la guerra non si risolve, lo stretto non si riapre e quindi non si concluderà nulla. I
l governo Meloni continua a prendere in giro gli italiani: dopo aver promesso in campagna elettorale che avrebbe tagliato le accise sui carburanti, le ha aumentate per un valore complessivo di circa 600 milioni di euro nel 2026. Nel frattempo però i prezzi non si fermano: il diesel sfiora i 2,6 euro al litro al servito in autostrada, mentre il self supera i 2 euro in quasi tutta Italia. Nonostante la crisi energetica, non adottano misure efficaci. Ancora una volta, i cittadini pagano il prezzo delle scelte del governo.
Il punto politico è ancora più grave: il governo Meloni, dall’inizio del suo mandato, ha scelto di non tassare gli extra-profitti delle società energetiche, che dal 2022 ad oggi hanno realizzato oltre 80 miliardi di euro di utili, mentre pensionati, famiglie e imprese hanno visto raddoppiare le bollette, le più care d’Europa.
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