CELLOLE – Casa di comunità, primo soccorso, e solite mistificazioni di Di Leone smascherate da Fusco. La magra figura universale del sindaco e la lezione di Fusco

CELLOLE – A volte servirebbe un minimo di “scuorno” per tacere soprattutto quando la magra figura deriva dalle tue stesse affermazioni fatte un po per ignoranza e incapacità di analizzare i fatti, e un po dalla solita tendenza a mistificare la realtà per trarre beneficio (politico) dalla stessa mistificazione. Perciò, in casi del genere, quando uno viene colto in flagranza dovrebbe provare quel minimo di “scuorno” che dovrebbe consigliare al silenzio. Invece c’è chi replica a punto tale da peggiorare la propria posizione, fino a sconfinare nel ridicolo.
In questo quadro può rientrare perfettamente il sindaco Guido di Leone, protagonista di una clamorosa figuraccia fatta di pressapochismo e arroganza. La vittima è Antonio Fusco, persona perbene, medico, stimato politico di Sessa Aurunca e da poco consigliere provinciale. La colpa di Fusco è stata quella di aver colpito nel segno, di aver toccato un nervo scoperto del sindaco Di Leone. Eppure, Fusco, nel suo post non nomina mai Cellole, né Di Leone. Ma la classica coda di paglia – come spesso capita a chi sa in cuor suo di aver sbagliato – si è incendiata subito.

Il post della mistificazione:
Tutto parte 4 giorni quando sul proprio profilo social Guido Di Leone, primo cittadino di Cellole scrive:
…  PRIMO SOCCORSO DI CELLOLE: CI SIAMO QUASI! Per oltre vent’anni uno stabile che è rimasto nell’abbandono totale. Oggi, finalmente, sta prendendo forma un progetto importante. In pochi anni quell’edificio inutilizzato si sta trasformando in un Primo Soccorso, un servizio sanitario fondamentale per la comunità di Cellole e per tutto il territorio. Un servizio mai avuto prima. Un passo concreto per avvicinare la sanità ai cittadini. Asl Caserta Casa di Comunità – Work in Progress”.
Quindi l’eccellentissimo sindaco di Cellole, afferma, senza ombra di dubbio, che presto il paese avrà un primo soccorso, un servizio sanitario fondamentale, mai avuto prima.
Peccato che questo servizio sta e starà solo nella fantasia della fascia tricolore Cellolese. Infatti, le Case della Comunità sono strutture sanitarie di prossimità previste dal PNRR e dal DM 77/2022, finalizzate a garantire cure integrate, multidisciplinari e di facile accesso, riducendo la pressione sugli ospedali. Entro il 2026, ne verranno attivate oltre 1.300 in Italia per la gestione dei pazienti, in particolare cronici e fragili, attraverso un team di medici di medicina generale, pediatri, infermieri di comunità e specialisti. Come si può facilmente capire NESSUN PRIMO SOCCORSO.

La precisazione di Fusco:
Il post di Di Leone viene notato dal consigliere provinciale di Sessa Aurunca, Antonio Fusco, nella vita medico, quindi uno che sa bene di cosa si parla in materia di sanità e servizi sanitari. Insomma, sull’argomento, Fusco sicuramente non è uno che parla a caso. Il medico Fusco senza mai citare Di Leone né Cellole scrive:
“Negli ultimi giorni sono circolate informazioni inesatte riguardo al ruolo e alle funzioni della Casa di Comunità. Ma da parte mia è doveroso fornire un chiarimento a tutela dei cittadini e degli operatori sanitari. Le Case di Comunità, in tutto circa 1.300 nel 2026 finanziate con i fondi del #PNRR, sono strutture territoriali del Servizio Sanitario Nazionale finalizzate a rafforzare l’assistenza di prossimità e a garantire la presa in carico dei pazienti, in particolare di quelli fragili e cronici.  È necessario ribadire con chiarezza che la Casa di Comunità non è né un primo né un pronto soccorso e non può essere utilizzata come struttura per la gestione delle emergenze sanitarie. In presenza di condizioni acute o potenzialmente gravi è indispensabile rivolgersi ai servizi di emergenza-urgenza (118) o al Pronto Soccorso, come quello di Sessa Aurunca. All’ interno delle Case di Comunità opereranno medici di medicina generale, infermieri e altri professionisti sanitari, offrendo servizi di assistenza territoriale e percorsi di cura, attività infermieristiche, prevenzione, orientamento e integrazione con i servizi specialistici e socio-assistenziali del territorio. Comunque ad oggi sono attive già il 40 % delle Case ma solo il 3 % garantisce i servizi con medici e infermieri secondo gli standard. In quasi 200 strutture non c’è copertura sanitaria di base. Probabilmente si procederà a trasferire la specialistica ambulatoriale dislocandola, mentre i medici di base già non riescono ad affrontare la straordinaria carenza. Il rischio è che le Case della Comunità e le altre infrastrutture territoriali di prossimità rimangano a lungo contenitori vuoti. Diffondere informazioni non corrette su temi così delicati rischia di generare aspettative improprie e comportamenti potenzialmente pericolosi per la salute dei cittadini. Per questo motivo è fondamentale che la comunicazione in ambito sanitario sia sempre improntata a correttezza, responsabilità e rispetto delle reali funzioni delle strutture del Servizio Sanitario. La salute dei cittadini e il funzionamento del sistema sanitario non possono e non devono diventare strumenti di propaganda o di contrapposizione politica, come ribadito dal presidente Roberto Fico. Informare in modo serio e trasparente è un dovere nei confronti della comunità”.
Una risposta che ha “frullato” il “fantastico” annuncio di Di Leone, smascherando, appunto, impreparazione e probabile mistificazione. La fascia tricolore, come tarantolato, ha replicato con un lungo post nel quale attacca personalmente Fusco. Di Leone scrive una replica intrisa di livore, di rancore, spostando il discorso su tutte altre cose senza alcuna attinenza con la vicenda. Ma quello che sorprende maggiormente è il tono usato da Di Leone:
“Mi informano che il Consigliere Comunale di Sessa Aurunca (prima di minoranza e ora di maggioranza) Antonio Fusco ha fatto delle dichiarazioni diffondendo un messaggio secondo cui siano state date delle informazioni inesatte sulla Casa di Comunità, struttura sanitaria che aprirà a Cellole. In primis mi sorprende come mai uno che ha tanti problemi nel suo Comune venga a fare precisazioni nel nostro.  Lo ringrazio però, perché mi ha fatto un grande regalo: mi ha dato la possibilità di dirgli alcune cose che pensavo, che però per garbo non ho mai esplicitato. Io comprendo che questo Sig. Fusco vorrebbe stare un po’ al centro dell’attenzione, ma ogni volta non gli riesce la giocata. Ora però ci provo io ad aiutarlo, così gli concediamo qualche minuto di visibilità. Innanzitutto faccio i complimenti a Gennaro Oliviero e a Lorenzo Di Iorio che, dopo pochi mesi dalla campagna elettorale comunale in cui Fusco era candidato contro e si professava antisistema, sono riusciti in pochissimo tempo a mettere il cappello su Fusco: da che erano i cattivi ora sono diventati bravissimi.
Ma la gente già da qui può capire cosa significa la “coerenza”.
Non voglio continuare sul lato politico del trasformismo perché il cambio di casacca è sotto gli occhi di tutti: lo abbiamo visto alle Comunali, lo abbiamo visto alle Regionali e lo continueremo a vedere. Come vi dicevo, per avere cinque minuti di gloria ha provato ad attaccare alcune nostre dichiarazioni sminuendo ciò che sta per accadere. In primis si cerca di sminuire un’operazione fatta su una struttura abbandonata da trent’anni, che oggi sarà un fiore all’occhiello della sanità locale e che lui cerca di interpretare in senso negativo. (gli brucia?)
La comunità ne usufruirà nei limiti della legge e della disponibilità del servizio sanitario che gli enti preposti metteranno a disposizione. Nessuno ha mai pensato o vuole far passare questa struttura per un mini policlinico, ma mica gli permetto di sminuirla.
Chi è lui e che ruolo ha nel sapere o nel diffondere informazioni che neanche conosce?
È lui l’autorità sanitaria locale? No.
L’ASL ha parlato con lui per la struttura o per come verrà utilizzata? No.
No, perché il signore citato non è nessuno e non ha ruoli che gli competono.
La massima autorità sanitaria locale è il Sindaco, pertanto credo di poterne sapere più di lui su ciò che avverrà nel mio Comune.
Noi abbiamo reso possibile tutto questo, grazie all’ASL di Caserta che ha creduto in questo progetto e in quel luogo.
Mi dispiace informare Fusco che, oltre alla “semplice” Casa di Comunità, a Cellole, in quella struttura ci saranno anche altri servizi che permetteranno di garantire tante altre prestazioni che annunceremo per la prima volta alla comunità.
Al Sig. Fusco dà fastidio che tra poche settimane aprirà questa struttura a Cellole?
Poi la parte del suo commento che mi fa ridere di più è:
“Gli strumenti sanitari non devono e non possono diventare sistemi di propaganda politica.”
Oh Fusco, ma sei un grande simpaticone, però ti sei dimenticato della “famosissima pietra dell’Ospedale di Sessa Aurunca”, posata a pochi giorni dalle elezioni regionali.
Siete stati fortissimi. Noi apriamo una struttura sanitaria.
Tu metti una pietra.
Poi magicamente che accade? La soprintendenza ti blocca e tu cerchi anche di giustificarti. E prima di mettere la prima pietra non sapevi che bisognava agire con la soprintendenza?
Ho letto anche la figuraccia che hai fatto per il parcheggio della stazione…
Quando non si è in grado di gestire o non si hanno le competenze, meglio tacere.
Altrimenti ti ritroverai sempre a fare post per cercare di riparare alle brutte figure.
Ah Fusco, dimenticavo: quando citi la stazione puoi aggiungere anche Cellole.
Perché il parcheggio è vostro e lo gestite voi, ma sui cartelli ferroviari della stazione c’è scritto anche Cellole. Fusco, Fusco… sei ancora troppo inesperto.
Poi… tu parli di sanità e salute?
Tu? Sei un medico, giusto?
Parli di strutture sanitarie di un Comune che non è il tuo… e poi…
Da medico, da consigliere comunale del tuo Comune… NON APRI BOCCA SULLE STRUTTURE DEI RIFIUTI CHE STANNO APRENDO NEL TUO COMUNE, SOTTO AL TUO NASO.
Tranquillo Fusco, penseremo noi anche a quello. Amministrare un Comune è un’altra cosa, Antò… nun è cosa pe’ te.

A queste sconcertanti affermazioni replica ancora il medico Antonio Fusco, una replica che ancora una volta è uno schiaffo pesantissimo contro l’arroganza, l’impreparazione, l’approssimazione e la mistificazione:
“Mai mi sarei aspettato che un doveroso intervento di chiarimento sanitario potesse trasformarsi in un vero e proprio attacco alla mia persona, carico di odio e di livore, soprattutto da un primo cittadino da cui, invece, ci si aspetterebbe un confronto costruttivo e rispettoso, avendo inoltre il compito di non alimentare un clima di contrapposizione tra due comunità.
Mi sorprende leggere proprio dal sindaco il richiamo alla distinzione tra “territori”, sostenendo che io starei intervenendo su questioni che riguardano un Comune dove non risiedo o che non amministro. La sanità territoriale, per sua natura, non conosce confini amministrativi. I servizi sanitari servono bacini di utenza ampi e interconnessi e riguardano cittadini che quotidianamente si muovono su di un territorio più vasto rispetto ai singoli confini comunali o anche regionali. Allo stesso modo non posso non rilevare come mi venga contestato di non avere titoli o competenze per esprimermi sull’argomento.
Ho ribadito  che una Casa di Comunità non è un pronto soccorso né un primo soccorso senza sminuirne il valore, semplicemente per evitare che si creino aspettative non corrispondenti alle reali funzioni della struttura.
Credo umilmente di ricoprire ruoli istituzionali e professionali tali da legittimare il mio intervento: sono consigliere comunale di Sessa Aurunca, città con frazioni che gravitano nell’area interessata dalla futura struttura, consigliere provinciale della Provincia di Caserta, ma soprattutto medico, laureato in Medicina e Chirurgia, specializzato in Medicina Generale e coordinatore dell’AFT (Aggregazione Funzionale Territoriale) per l’Assistenza Primaria degli Ambiti Sessa e Cellole del Distretto 14. Non proprio un “Sign. nessuno”. Ritengo non solo legittimo, ma doveroso, contribuire ad una corretta informazione sanitaria. Cosa che spetterebbe ad una prima autorità sanitaria di una Comunità.
Non corrisponde inoltre al vero l’affermazione secondo cui non conoscerei la destinazione della struttura o le indicazioni fornite dai vertici dell’ASL, con cui sono costantemente in contatto. Le informazioni che ho richiamato nel mio intervento sono perfettamente coerenti con il modello organizzativo previsto per le Case di Comunità: strutture di assistenza territoriale che non svolgono funzioni di pronto soccorso o di primo soccorso.
Allo stesso modo occorre chiarire un’altra inesattezza che continua ad essere diffusa anche dal primo cittadino in questione, ovvero che i lavori del nuovo Ospedale di Sessa Aurunca sarebbero stati bloccati dalla #Soprintendenza. Si tratta di una notizia priva di fondamento. Il cantiere, relativo ad un investimento di oltre 100 milioni di euro, è regolarmente attivo ed è attualmente impegnato nelle attività di saggi archeologici previste dalla normativa per tutte le opere che comportano interventi nel sottosuolo. Procedono speditamente come si può costatare visivamente e sta andando tutto bene. Tali verifiche rappresentano una fase ordinaria prima dell’avvio delle opere strutturali, incluse tra le opere necessarie del cantiere.
Credo che un amministratore pubblico abbia il dovere di verificare le informazioni prima di rilanciarle.
Mi sorprende inoltre che si manifesti stupore per il ruolo della Soprintendenza, dal momento che il coinvolgimento degli enti di tutela è una procedura ordinaria soprattutto in territori sensibili come i nostri, patrimoni ambientali e paesaggistici, caratterizzati dalla presenza di #vincoliarcheologici e #paesaggistici. Ciò vale per una grande opera come un #ospedale ma anche per un semplice #parcheggio, un #lido o un #ristorante che insistono in luoghi vincolati.
Ricevere poi accuse di trasformismo da chi, nato come movimento civico antisistema, sei mesi prima delle regionali aderisce alla #Lega, poi vota socialisti della lista “#Avanti” e, alle provinciali, sostiene una lista vicina ai #liberal-democratici di Azione, difficilmente non sorridere di fronte a certe definizioni di coerenza politica.
In questo contesto non posso non rilevare come si tenti di attribuirmi presunti “cappelli politici” provenienti da altri ambienti della mia area territoriale. Un’accusa che lascio serenamente al giudizio di chi conosce davvero le dinamiche locali e sa distinguere tra chi agisce in autonomia e chi, invece, appare spesso accompagnato nelle scelte politiche e amministrative con influenze ben più evidenti e note a tutti. Del resto, nel dibattito pubblico cittadino non sono pochi coloro che osservano come, al di là dei ruoli formali, il suo baricentro decisionale sembri talvolta collocarsi altrove. È una percezione diffusa che non nasce certo oggi e che racconta più di molte polemiche strumentali su chi, davvero, indossi o meno un cappello politico. Detto questo, continuo a ritenere che il tema della sanità territoriale meriti un confronto serio e rispettoso, lontano da polemiche personali e contrapposizioni territoriali. Il mio unico obiettivo resta quello di contribuire, per quanto nelle mie responsabilità istituzionali e professionali, a garantire ai cittadini informazioni corrette e a rafforzare realmente i servizi sanitari del nostro territorio. Per quanto mi riguarda considero qui conclusa ogni polemica. Le istituzioni hanno il dovere di concentrarsi sui risultati e sulle risposte da dare ai cittadini, non sulle contrapposizioni personali o territoriali”.

A questo punto resta solo un dubbio: la lezione impartita da Fusco a Di Leone servirà, in futuro, alla magnifica fascia tricolore cellolese ad evitare altre magre figure?

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