Roccamonfina – I periti non hanno avuto dubbi: il testamento di Maria Martucelli è falso, non è stato firmato dalla donna. E’ un primo importante punto in favore degli eredi che hanno presentato, subito dopo il decesso della donna, la denuncia alla Procura della Repubblica. Saranno davanti al giudice per l’udienza preliminare la coppia di “benefattori” accusati di aver raggirato un’anziana per svuotarne i conti correnti e per impossessarsi della ricca eredità, escludendo i nipoti più prossimi. Il prossimo aprile 2026 saranno davanti al giudice del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere Vincenzo Pucci (57 anni) e Marinella D’Aiello (54 anni) accusati di aver creato un falso testamento – a firma della vittima – in loro favore e di aver indotto l’anziana a firmare una serie di prelievi dai conti correnti per circa 70mila euro.
Tutto si innesta nella vicenda della morte di Maria Martucelli che la coppia di “benefattori” voleva far cremare; azione contro la quale gli eredi si opposero, avviando la difficile contesa giudiziaria che ha portato alla prossima udienza preliminare. Il sospetto è che la cremazione potesse servire a cancellare eventuali tracce della morte “accelerata”, in qualche modo facilitata. Sospetti alimentati dal fatto che negli ultimi tempi era stato impossibile, da parte dei parenti, parlare con la signora. La vicenda potrebbe nascondere un sistema complesso di raggiri a danno di persone deboli ma con patrimoni ingenti e quindi “appetitosi”. I nipoti della defunta Maria Martuccelli – assistiti dall’avvocato Gabriele Gallo – presentarono denuncia alla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, chiedendo il sequestro della salma della zia per eseguire esami medico legali in grado di accertare le precise cause della morte di Maria, deceduta ieri all’età di 87 anni. I nipoti sostengono che, già qualche giorno prima del decesso, all’incirca una settimana prima, la zia era stata presa in cura, in maniera repentina e poco chiara, dalla coppia di Villaricca che dimorava in una casa presa in affitto casa vicino all’abitazione della signora Martuccelli le cui condizioni mentali erano già da tempo molto labili. Maria venne ricoverata presso l’Ospedale “Dono Svizzero” di Formia, dove la coppia la portòqualificandosi falsamente, come nipoti. I due “benefattori” in poco tempo presero il “pieno” controllo su Maria, gestendola in tutto e pertutto; infatti, i dopo il decesso del marito, furono loro ad occuparsi dei funerali. La coppia, inoltre, deteneva arbitrariamente le chiavi della casa della signora Maria senza averne titolo; i due avevano sempre cercato di evitare i rapporti della donna con i nipoti diretti. I nipoti, in qualche occasione, hanno visto i due coniugi “benefattori” sedare la zia con grandi dosi di Benzodia- zepine in particolare EN, somministrati a cucchiaiate, più volte al giorno, pur di calmare la signora che per la sua patologia è solita urlare e ripetere sempre le stesse cose, verosimilmente senza cognizione e o indicazione medica.
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