(di جانکارلو ایزو) –Dopo 13 giorni di stupida guerra Trump si affretta a ripetere che la guerra è vinta che l’Iran è distrutto, che gli obiettivi sono stati raggiunti. Tutte parole partorite da una mente non più in salute, è evidente, e dette solo nel tentativo di coprire un fallimento già diventato storia. Intanto l’Iran continua a bombardare Israele, continua a colpire le basi americane nei paesi del golfo, continua a tenere sotto controllo lo stretto di Hormuz lasciando passare le navi dei paesi amici (Cina e Russia), affondando le altre che tentano di forzare il blocco imposto dall’Iran. Trump cerca una via di uscita, che al momento non c’è, tranne quella di ammettere il proprio fallimento.
L’aggressione voluta da Trump e dal suo alleato israeliano sta producendo e produrrà danni enormi all’economia mondiale e a quella europea in particolare. Solo in Italia, grazie ad una stampa asservita e incapace di produrre analisi serie ed obiettive, non si racconta la verità sull’aggressione portata dagli Usa e da Israele contro l’Iran e, soprattutto, non si racconta la reale situazione sul campo. L’Iran – figlio di una cultura e di una storia millenaria – non ha ceduto, anzi, ha replicato mettendo in grossa difficoltà il criminale ebreo Benjamin Netanyahu e il suo sodale Donald Trump.
Dopo gli attacchi di questa notte (12 marzo 2026) sui porti e gli aeroporti le infrastrutture logistiche petrolifere di alcuni paesi del Golfo Persico (o Golfo Arabo come lo chiamano, appunto gli arabi), e il continuo blocco dello stretto di Hormuz con l’attacco contro petroliere che hanno tentato di forzare il blocco, appare chiaro che questa guerra non sarà mai decisa con il lancio di missili e droni
E’ importante focalizzare l’attenzione non tanto sugli aspetti militari quanto sulle conseguenze che questa scelta sconsiderata dell’Alleanza Epstein ( Netanyahu + Trump) ha portato sul mondo e sugli impatti che ha ed avrà per noi italiani e per l’Europa tutta
Questa guerra – voluta dagli americani e israeliani – ha interrotto il flusso vitale del mondo non solo per l’interruzione del petrolio e del gas. Questa guerra ha bloccato anche, ad esempio, la fornitura dei fertilizzanti (urea, zolfo, ammoniaca) essenziali nelle produzioni agricole. Ci sarà un impatto di medio termine sulle catene alimentari mondiali; basti pensare che la Cina ieri ha imposto il blocco delle esportazioni dei prodotti raffinati. Quindi non solo conseguenze militari ma pesantissime conseguenze di carattere finanziario non solo e non tanto per i prezzi energetici che hanno un impatto sulla produzione e quindi sulla nostra vita quotidiana (basta vedere il costo dei carburanti negli ultimi giorni) ma aumento costante di prezzi al supermercato con l’aumento di tutto quello che viene prodotto e consumato. Insomma ci sono già conseguenze finanziarie molto serie e molto preoccupanti che sono collegate al fatto che il ciclo del petroldollaro si è interrotto.
Che cos’è il ciclo del petroldollaro?
E’ quel meccanismo per il quale i paesi esportatori vendono in dollari, incassano dollari e reinvestono dollari sul sistema finanziario mondiale edin particolare su quello americano finanziando il gigantesco debito pubblico degli Stati Uniti. Chiaramente la guerra, soprattutto i colpi subiti dagli americani in tutto il golfo, il blocco della navigazione ha ridotto e ridurrà in futuro il meccanismo del petroldollaro.
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