Napoli (di Alessia Maria Corbo) – Il sistema delle aree protette della Campania torna al centro dell’attenzione politica con un emendamento presentato nell’ambito del disegno di legge per la formazione del bilancio di previsione finanziario regionale 2026-2028. A promuoverlo è il consigliere regionale Gennaro Oliviero, che ha proposto l’introduzione di una specifica copertura finanziaria per la legge regionale n. 25 del 16 ottobre 2025, la normativa che ha riformato il sistema delle aree protette della Campania. L’emendamento punta a destinare 567.399,73 euro per ciascuna annualità del triennio 2026-2028 alla missione “Sviluppo sostenibile e tutela del territorio e dell’ambiente”, con particolare riferimento alle aree protette, ai parchi naturali e alla protezione naturalistica e forestale. Un intervento che mira a rafforzare l’attuazione della riforma approvata lo scorso anno, garantendo agli enti gestori dei parchi le risorse necessarie per svolgere le proprie funzioni. La legge regionale n. 25 del 2025 ha rappresentato un passaggio importante per il sistema ambientale campano: il provvedimento ha infatti aggiornato e riorganizzato il quadro normativo delle aree protette, superando la storica legge regionale n. 33 del 1993 e introducendo strumenti più moderni per la gestione e la valorizzazione del patrimonio naturale. In questo contesto, l’iniziativa proposta da Oliviero assume un significato politico e istituzionale rilevante. L’obiettivo è infatti quello di assicurare continuità alle politiche regionali dedicate alla tutela dell’ambiente e allo sviluppo sostenibile dei territori, mettendo i parchi nelle condizioni di operare con risorse certe e programmazione stabile. Sul tema è intervenuto anche il presidente del Parco regionale Area Vulcanica di Roccamonfina e Foce del Garigliano, Adolfo De Petra, che ha richiamato l’attenzione delle istituzioni sulla necessità di accompagnare la riforma normativa con adeguate risorse finanziarie. Nel suo intervento, De Petra ha ricordato come la legge regionale n. 25 del 2025 rappresenti una scelta importante e lungimirante della Regione Campania, capace di dotare il sistema delle aree protette di un quadro normativo più moderno e adeguato alle nuove esigenze di tutela, gestione e valorizzazione del territorio. Allo stesso tempo il presidente del Parco ha evidenziato come gli enti parco siano chiamati oggi a svolgere compiti sempre più complessi, che vanno dalla tutela degli ecosistemi naturali alla gestione delle Zone Speciali di Conservazione e delle Zone di Protezione Speciale, fino all’attuazione dei piani della rete europea Natura 2000 e alla salvaguardia dei sistemi naturali e fluviali. «Le leggi rappresentano la volontà della politica, ma le risorse rappresentano la sua credibilità», ha sottolineato De Petra, evidenziando come una normativa priva di adeguata copertura finanziaria rischi di restare soltanto un buon proposito. Da qui l’appello alle istituzioni regionali affinché possano valutare tutte le soluzioni utili a garantire la piena operatività della legge e mettere gli enti parco nelle condizioni di svolgere il lavoro che la Regione ha loro affidato: custodire, proteggere e valorizzare uno dei patrimoni ambientali più preziosi della Campania. Il confronto istituzionale aperto dall’emendamento proposto da Oliviero e dall’intervento dei presidenti dei parchi evidenzia un punto condiviso: la tutela delle aree protette rappresenta una sfida strategica per il futuro della Campania, non solo sul piano ambientale ma anche sul fronte dello sviluppo sostenibile e della valorizzazione dei territori.
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