Mondragone – C’è una figura poco chiara, con una grossa disponibilità economia tanto da aver “regalato” quasi 1 milione di euro a Magrino, ma anche capace di fare strani giochetti con assegni e cambiali per ricevere in cambio piccoli “premi” mentre il grosso della somma veniva diviso fra Magrino e Pagliaro.
“Vigliacco e infame”, lo scrive – attraverso un sistema di messaggistica – una donna 50enne di Itri (in provincia di Latina) all’imprenditore di Giancarlo Pagliaro. Il messaggio arriva nel telefono di Pagliaro nella tarda serata del 27 aprile 2025, cioè la sera che prede l’efferato delitto di Magrino Luigi; delitto attuato dallo stesso Pagliaro nell’area di servizio Agip, nel cuore di Mondragone. Proprio quella mattina dell’omicidio Patrizia chiamò Magrino il quale le disse che stava per incontrare Pagliaro per risolvere la faccenda dei soldi.
Pochi giorni dopo l’omicidio la donna dismette l’utenza telefonica a lei intestata, gli investigatori, tuttavia, riescono a risalire alla nuova scheda telefonica che Patrizia De Fabritiis acquista e utilizza. Da alcune telefonate intercettate si capisce la preoccupazione della 50enne per la convocazione in Procura per essere ascoltata in merito all’omicidio di Magrino. Davanti agli investigatori Patrizia avrebbe riferito di aver avuto una relazione con Magrino e che lo stesso l’avrebbe truffata facendosi prestare circa 750mila euro che poi non avrebbe più restituito. Oltre un anno prima, Magrino portò la donna, con la quale all’epoca aveva una relazione, presso il mobilificio Franchino di Mondragone e le presentò Giancarlo Pagliaro. In diverse occasioni aveva consegnato degli assegni e cambiali in bianco a Pagliaro Giancarlo, il quale, le consegnava una piccola parte della somma indicata nel titolo di credito in contanti per poi incassare la restante somma. Importo che probabilmente veniva diviso Pagliaro e Magrino. In sede di interrogatorio la donna avrebbe affermato di non sentire Pagliaro da mesi, e non avrebbe fatto alcun riferimento al messaggio (Vigliacco e infame” rinvenuto nel telefono dell’assassino.
Luigi Magrino (a sx), Giancarlo Pagliaro (a dx)
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