Piedimonte Matese / Gioia Sannitica – Due noti imprenditori della zona, Mario Navarra (77enne di San Potito Sannitico) titolare della Alma Service (difeso dall’avvocato Ercole Di Baia); e Marco Zoccolillo (43enne di Gioia Sannitica) titolare della COGEM srl (difeso dagli avvocati Giovanni Di Caprio e Carlo De Stavola) sono davanti al giudice del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, sono a processo perché accusati di aver violato le norme di sicurezza, omissioni che contribuirono alla tragica morte di due operai impegnati nella ristrutturazione di una chiesa nel centro storico di Piedimonte Matese. Il processo entra nel vivo il prossimo mese di giugno quando saranno sentiti i primi testimoni fra cui gli ispettori accorsi sul posto nell’immediatezza della tragedia.
Si tratta del secondo filone dell’indagine nata dalla morte di Albino Tammaro di 48 anni (famiglia difesa dall’avvocato Vincenzo Cortellessa) e il suo collega Antonio Atzeni di 56 anni di Casoria.
Il primo processo si è concluso con condanne a carico di tutti gli imputati: Maria Cristina Volpe condannata a 3 anni di reclusione, Marco Zoccolillo condannato a 2 anni e 3 mesi di reclusione, Mario Navarra condannato a 3 anni di reclusione. Il giudice non ha concesso il beneficio della pena sospesa. Inoltre il giudice ha condannato gli imputati al pagamento dei danni alle famiglie delle vittime fissando 140mila di previsionale in favore della famiglia Tammaro e 18mila in favore della famiglia Artzeni. Condannato in solido per la liquidazione dei danni (quindi sotto l’aspetto civilistico) anche la Diocesi di Alife Caiazzo, all’epoca dei fatti guidata dal vescovo Valentino Di Cerbo, attualmente dal vescovo Giacomo Cirulli. Per questo processo è già in corso l’Appello. (guarda il video della tragedia)
La tragedia nel 2015
Due giovani vite spezzate. Due famiglie distrutte. Figli che non vedranno più il loro padre. Tutto per gravi colpe di chi doveva vigilare e non l’avrebbe fatto. Da queste accuse è nato il processo a carico di diverse persone fra cui professionisti, tecnici e imprenditori. Sono sotto processo il tecnico di Piedimonte Matese, Maria Cristina Volpe. Le responsabilità dell’architetto Maria Cristina Volpe, secondo la Procura, nella qualità di Coordinatore della Sicurezza del cantiere sul quale persero la vita due operai, sono pesantissime. Era il 2015 quando persero la vita un operaio edile di Gioia Sannitica, Albino Tammaro di 48 anni (famiglia difesa dall’avvocato Vincenzo Cortellessa) e il suo collega Antonio Atzeni di 56 anni di Casoria.
Oltre al tecnico di Piedimonte Matese sono sotto processo gli imprenditori Marco Zoccolillo e Mario Navarra. Pesantissime le accuse che la Procura carica sui tre indagati. Sotto processo, solo per le responsabilità civili, anche il vescovo Valentino Di Cerbo, quale rappresentante della Diocesi di Alife Caiazzo. (guarda il video della tragedia)
I due operai vennero schiacciati dal ponteggio sul quale lavoravano. Probabilmente l’ancoraggio dello stesso non era stato eseguito a regola d’arte. Così un colpo di vento più forte strappò via due vite. I carabinieri della compagnia del Matese, guidati dal maggiore Giovanni Falso – coordinati dal pubblico ministero Carlo Fucci della Procura di Santa Maria Capua Vetere – hanno condotto le indagini sul caso per fare piena chiarezza sulla vicenda. Tammaro e Atzeri lavoravano per la Alma Service srl di San Potito Sannitico, aggiudicataria dell’appalto gestito dalla Diocesi di Alife Caiazzo. Chiaramente le famiglie delle due vittime si sono costituite parte civile nel processo. Fra gli avvocati difensori delle parti in causa figurano gli avvocati Vincenzo Cortellessa e Vittoria Pellegrino per le parti civili ed Ercole di Baia per Navarra. (guarda il video della tragedia)
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