CASTEL VOLTURNO – La Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, in collaborazione con la Procura Generale di Napoli, ha ottenuto dal GIP del Tribunale il sequestro preventivo di uno stabilimento balneare situato sul litorale di Castel Volturno. La misura ha colpito il lido “Il Gabbiano” di Pinetamare, la cui concessione era in mano a Luigi Russo, residente a Castel Volturno e condannato in via definitiva a 5 anni di reclusione poiché ritenuto colpevole dei reati aggravati con il metodo mafioso di turbata libertà degli incanti, trasferimento fraudolento di valori, detenzione illegale di armi e munizioni. Russo era finito sotto accusa in relazione all’appalto del servizio di sosta a pagamento ad Aversa e di intestazione fittizia di beni in relazione sempre ad un lido, in quel caso situato in zona Villaggio Coppola. Secondo la Dda, Russo era tra i prestanome di Pasquale Vargas, esponente di spicco dei Casalesi fedelissimo di Nicola Schiavone, figlio del boss Francesco Schiavone detto “Sandokan”. Si tratta del terzo sequestro in pochi mesi, frutto di un approfondimento sulle concessioni demaniali in possesso, in maniera diretta o indiretta, a soggetti connessi alla criminalità organizzata, voluto dal procuratore di Santa Maria Capua Vetere, Pierpaolo Bruni.
I PRIMI DUE SEQUESTRI:
Nel settembre scorso l’omonimo del Luigi Russo odierno, subì il sequestro del lido “La Favorita”, sempre a Castel Volturno. Pochi mesi prima, toccò al lido “Il Nettuno”, gestito da Guido Zagaria.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, nonostante la condanna, l’uomo avrebbe continuato a beneficiare della concessione balneare, ottenuta in data antecedente alla sentenza, gestendo di fatto lo stabilimento. La normativa vigente prevede che i soggetti condannati per reati particolarmente gravi, come quelli legati alla criminalità organizzata, o destinatari di misure di prevenzione definitive, incorrano nell’impossibilità di ottenere determinate autorizzazioni, concessioni, iscrizioni, attestazioni, abilitazioni e contributi. Tali misure comportano inoltre la decadenza da quelle già ottenute.
Il provvedimento è stato eseguito a seguito di un’indagine coordinata che ha visto impegnati il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Caserta guidata dal tenente colonnello Carlo Cardillo, la Compagnia di Mondragone della Guardia di Finanza e l’Ufficio Locale Marittimo di Castel Volturno della Capitaneria di Porto – Guardia Costiera.
Le indagini, ancora nella fase preliminare, hanno permesso di accertare che la concessione veniva utilizzata “sine titulo”, configurando così il reato di occupazione abusiva di spazio demaniale, previsto e punito dal Codice della Navigazione. Attualmente, il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari, pertanto l’indagato è da ritenersi innocente fino a eventuale sentenza definitiva di condanna. Inoltre, la misura cautelare reale del sequestro è stata adottata con un contraddittorio limitato all’attuale fase investigativa, e il giudice del successivo processo potrà valutare anche l’assenza di ogni forma di responsabilità.
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