Pignataro Maggiore – Richiesta di arresto per Magliocca respinta dal GIP, svolta la prima udienza al Riesame

Pignataro Maggiore – L’udienza sull’appello del Pm contro l’ordinanza del Gip  – ordinanza che respinge la richiesta di arresto a carico di Giorgio Magliocca – è stata rinviata dal collegio della C sezione del Tribunale del Riesame, per le discussioni degli avvocati della difesa, al prossimo 15 aprile 2026. La Pubblica accusa, Giacomo Urbano, si è rimesso all’atto di appello senza alcuna discussione. Nel collegio difensivo Mauro Iodice per Magliocca; Andrea Piccolo per Cosimo Rosato; Letizia Ferdinando per Giampaolo Benedetti e Michele Spina per Alfonso Valente.

Il GIP ha respinto la richiesta di arresto: ecco le ragioni
Sono pesanti, circostanziate e ben articolate le ragioni scritte dal Giudice per le Indagini preliminari nell’argomentare il rigetto di arresto avanzato dalla Procura a carico di Giorgio Magliocca, ex sindaco ed ex presidente della provincia di Caserta. Coloro che lo accusano sono inaffidabili soprattutto perché indagati anche loro fino al giorno prima e quindi interessati ad allontanare ogni sospetto da se stessi.
Inoltre il GIP mette in evidenza alcune criticità emerse nell’impianto accusatorio come, ad esempio alla promessa fatta da Magliocca al De Lucia e dunque ricollegare le vicende di cui all’imputazione all’espressione del Valente che sarebbe stato pagato con i cantieri. A tale proposito – evidenzia il giudice – non si evincono riferimenti in ordine ad affidamenti di incarichi o sponsorizzazioni. Non si rinvengono elementi inequivoci, infatti, per sostenere che l’affidamento dei lavori fosse rappresentato dall’esecuzione di un patto corruttivo.
Non credibile nemmeno Scialdone che, secondo il GIP, avrebbe reso informazioni generiche apprese da terze persone.
Non può essere trascurato inoltre, secondo il giudice, il fatto che nel corso delle indagini, e successivamente al deposito della prima richiesta di misura cautelare erano escussi i Dirigenti Provinciali e Comunali per i quali era poi stralciala la posizione soggettiva ed archiviato il procedimento.
Gerardo Palmieri, originariamente era indagato nell’ambito del procedimento perciò non si possono considerare attendibili le sue dichiarazioni; secondo il giudice appare improbabile, sulla base del materiale probatorio  raccolto durante l’inchiesta, che una figura di vertice dell’amministrazione pubblica quale un dirigente provinciale e comunale possa ritenersi completamente assoggettato al politico.
Inoltre, per il giudice, le dimissioni di Magliocca da ogni carica ricoperta hanno cambiato il quadro generale della situazione, soprattutto hanno eliminato ogni possibilità di reiterazione dei reati ipotizzati

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