Imponente frode fiscale e contributiva, unita alla distrazione di fondi pubblici destinati all’emergenza Covid, è stata portata alla luce dai militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Modena. E’ stato disposto il divieto di esercitare uffici direttivi di persone giuridiche e imprese nei confronti dei due principali indagati, ritenuti i vertici di un’organizzazione che operava tra Caserta, Napoli, Modena e Parma e che si concentrava nel delicato settore della lavorazione delle carni. Contestualmente, è scattato il sequestro preventivo, finalizzato alla confisca anche per equivalente, di un patrimonio di oltre otto milioni di euro a carico di dodici persone indagate a vario titolo per associazione per delinquere, emissione e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, malversazione di erogazioni pubbliche e autoriciclaggio. Questo meccanismo collaudato ha garantito alla società “hub” enormi e ingiustificati vantaggi economici. Sfruttando le false somministrazioni di personale, l’azienda emiliana abbatteva drasticamente i costi del lavoro, scaricando tutti gli oneri sulle società “cartiere”, le quali venivano poi puntualmente meno ai propri obblighi tributari, previdenziali e contributivi
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