foto di repertorio

Venafro / Sesto Campano – Bimbi maltrattati all’asilo: il consulente della difesa rinuncia all’incarico

Venafro / Sesto Campano – Due maestre sotto processo per maltrattamenti a danno di alcuni bimbi, circa 30 genitori sono parti offese. Si è svolta pochi giorni fa una nuova udienza del processo a carico delle maestre accusate di violenze verso alcuni bimbi dell’asilo. Durante l’udienza il consulente tecnico nominato dalle difese delle due imputate, ha rinunciato all’incarico; una rinuncia determinata da una grave patologia contro cui il professionista sta lottando. Ora le difese valuteranno l’eventuale nomina di un altro consulente tecnico. Tutto, quindi, rinviato alla prossima udienza fissata alla fine di questo mese.

La vicenda:
Due maestre sono finite sotto processo perché accusate di maltrattamenti a carico dei bimbi dell’asilo in cui insegnavano. Bambini colpiti violentemente con libri, schiaffeggiati, spintonati, insultati e umiliati. Bambini tenuti fermi dalle maestre mentre altri bambini tirano loro i capelli. La legge del taglione: occhio per occhio dente per dente. Questa la soluzione adottata dalle maestre coinvolte nell’inchiesta che ha portato oggi alla loro sospensione.  La famiglia della piccola vittima è originaria di Sesto Campano, ma da tempo si era trasferita a Venafro dove sono avvenuti i fatti. Proprio la loro denuncia ha permesso di scoprire cosa accadeva fra le mura di quell’asilo. Sconvolti i genitori della giovane vittima che pensavano di affidare il bambino in mani sicure e invece hanno dovuto scoprire una triste realtà.  Serena Di Pilla residente a Venafro, originaria di Sant’Agapito (provincia di Isernia) e Luisa Rossi residente a Venafro, originale di Castel San Vincenzo, questo i nomi delle due maestre che vennero sospese nel 2019, a conclusione di un un’azione della Polizia di Stato di Isernia che eseguì un’ordinanza di applicazione della misura interdittiva della sospensione dall’esercizio dell’insegnamento a carico di due maestre di anni 49 e 58 che svolgevano la loro attività all’interno di una scuola dell’infanzia statale della provincia di Isernia a seguito di un’attività d’indagine svolta dalla Squadra Mobile con intercettazioni audio e video che hanno riscontrato i maltrattamenti denunciati da alcune madri. Il giudice ha accolto la richiesta delle parti civili ammettendo il Ministero dell’Istruzione come responsabile in caso di risarcimento dei danni.

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