Riardo / Teano / Pietramelara – Oggi c’è stata l’arringa del pubblico ministero della Procura di Santa Maria Capua Vetere che ha chiesto la condanna dell’imputato. Una pena quantificata dalla pubblica accusa in 21 anni di reclusione. Subito dopo la conclusione del discorso del magistrato, il giudice ha rinviato l’udienza alla prossima settimana quando la parola sarà concessa agli avvocati delle parti civili e poi all’avvocato della difesa.
La vicenda:
Secondo le indagini condotte dai militari dell’arma della Compagnia di Capua, allora agli ordini del colonnello Minutoli, negli ultimi tempi, nelle settimane precedenti alla tragica morte della giovane di Riardo, i rapporti fra Vicol Ciprian (Ferdinando Trasacco) e Francesca Compagnone (la famiglia Compagnone è difesa dagli avvocati Vincenzo Cortellessa e Leopoldo Zanni) erano molto tesi. Le prove sarebbero emerse dalla lettura dei telefoni sequestrati dai carabinieri, subito dopo il delitto. Vicol aveva difficoltà a gestire la relazione sentimentale clandestina con Francesca. Relazione che lo poneva in ansia con la sua fidanzata ufficiale. I due ragazzi avevano discusso conversando via chat, conversazioni dalle quali risulterebbe palese l’esistenza di una ‘tensione’ in atto tra Vicol e Francesca. La Procura della Repubblica accusa il giovane riardese di omicidio volontario aggravato da futili motivi e legami sentimentali.
Lui, l’indagato, continua a parlare di un tragico gioco finito male. La tragedia si consumò la notte dello scorso 26 ottobre 2022, intorno alle 22e30 quando i due, Francesca Compagnone e Vicol Ciprian, si trovavano in camera da letto di lei, nella villetta di proprietà della famiglia Compagnone, nella periferia di Riardo. Il 23enne imbracciò un fucile (del padre della vittima) e iniziò a maneggiarlo ritenendolo scarico. Toccò il grilletto e la leva di caricamento almeno tre volte. Improvvisamente l’arma sparò colpendo in pieno viso la sfortunata vittima che si trovava a meno di 50 centimetri dal fucile, un calibro 12 utilizzato dal padre di lei per la caccia. La tragedia colpì tre comunità: Riardo dove Francesca viveva e dove insiste l’attività commerciale di famiglia; Pietramelara paese della madre di Francesca e Teano paese del padre di Francesca.
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