ALIFE – Medico di famiglia va in pensione: studio chiude senza nessun avviso affisso.

ALIFE (di Fra. Man.) – La protesta di una paziente che invita l’azienda sanitaria a fare chiarezza su quanto accaduto. Una voce, la sua, che fa da eco ad un disagio che investe più di un paziente. Cittadini che si sarebbero almeno aspettati di essere avvisati in anticipo per potersi organizzare. E’ il caso di tanti anziani con patologie croniche e che magari non avendo dimestichezza con i mezzi digitali ancora non sono riusciti a scegliere il nuovo medico. Questa la nota inviata alla nostra redazione:
“Sono una persona anziana e malata. Il mio medico di famiglia è andato in pensione chiudendo improvvisamente lo studio, senza alcun preavviso, senza una comunicazione scritta, senza un avviso affisso in anticipo, senza indicazioni chiare su come comportarsi o a chi rivolgersi. Molti pazienti come me lo hanno scoperto semplicemente recandosi in ambulatorio e trovando la porta chiusa. Personalmente, essendo una persona anziana con necessità di visita periodica e di rinnovo di terapie indispensabili, mi sono trovata completamente smarrita. Non sapere a chi rivolgersi, non avere prescrizioni per farmaci fondamentali e dover affrontare trafile burocratiche all’improvviso è stato motivo di forte ansia e di grande disagio.  Il medico di famiglia non è un servizio qualunque: rappresenta un presidio essenziale per la salute pubblica, soprattutto per chi non ha dimestichezza con strumenti digitali, per chi vive solo o per chi ha patologie croniche. Interrompere questo rapporto senza un minimo di preavviso o di accompagnamento verso una soluzione alternativa solleva serie questioni di responsabilità etica e morale. Non si tratta solo di organizzazione, ma di rispetto verso persone che per anni hanno riposto fiducia nel proprio medico. La relazione medico-paziente è fondata su continuità, cura e attenzione. Venire a sapere di un pensionamento in modo così improvviso rappresenta una ferita a quella fiducia. Mi auguro che le autorità competenti e l’ASL possano fare chiarezza su quanto accaduto e che in futuro vengano garantite procedure più trasparenti e rispettose, affinché nessun cittadino — soprattutto anziano o fragile — si trovi nuovamente in una situazione di abbandono sanitario”.

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