MONDRAGONE – Altre indagine, altro magistrato, stessa scelta: silenzio assoluto. Questa la scelta fatta dal consigliere regionale Giovanni Zannini che, accogliendo l’invito a comparire firmato dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere in ordine a un’accusa di corruzione elettorale, si è presentato davanti ai magistrati avvalendosi della facoltà di non rispondere. Non avrebbe presentato nemmeno memoria difensiva, né reso dichiarazioni spontanee. L’altro indagato nella stessa inchiesta, l’ex consigliere comunale ed ex assessore di Caserta Biagio Esposito presenterà invece una memoria difensiva: anche lui non si era presentato in Procura a fine gennaio.
Per Zannini si tratta della terza inchiesta della Procura di Santa Maria Capua Vetere che lo vede convolto nelle varie indagini avviate dai carabinieri di Caserta, si collocano in un periodo antecedente alle elezioni regionali del novembre 2025, tornata nella quale Zannini è stato rieletto nelle liste di Forza Italia con oltre 32mila voti. Secondo l’accusa Zannini avrebbe accettato da Biagio Esposito la promessa di un sostegno elettorale organizzato, in cambio dell’impegno a favorire l’assunzione del nipote di Esposito, Angelo, figlio della consigliera comunale Dora Esposito, all’interno di società partecipate da enti locali, non ancora puntualmente individuate ma anche di Paolo V., figlio di un collega della stessa Dora Esposito. Assunzioni che, secondo le indagini dei caabinieri, avrebbero rappresentato la contropartita di un accordo elettorale.
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