DRAGONI – Consigliere comunale aggredito dal marito del sindaco, Rotondo: democrazia umiliata, superato ogni limite

DRAGONI – L’aggressione verbale avvenuta durante e dopo il consiglio comunale di ieri sera, 05 febbraio 2026, rappresenta un episodio capace di alimentare la polemica in tutto il paese. La condanna dell’accaduto è praticamente unanime, tutti puntano l’indice contro il protagonista negativo dell’accaduto: Giuseppe Micco, marito del sindaco Antonella D’Aloia. Per fare ulteriore chiarezza sulla questione, abbiamo raggiunto la vittima della vicenda, il consigliere di minoranza Luigi Rotondo per sentire il racconto dei fatti dalla sua voce:
“Nel corso del Consiglio comunale del 5 febbraio 2026, convocato per l’approvazione del Bilancio di previsione e del Documento Unico di Programmazione, ho espresso una posizione politica e amministrativa contraria, motivata e riportata integralmente agli atti. Un intervento legittimo, svolto nel rispetto delle istituzioni e del ruolo che ricopro. Ciò che è seguito, tuttavia, ha superato ogni limite accettabile. L’aula consiliare si è trasformata in uno scenario indegno di un’istituzione democratica: un clima di violenza verbale, aggressioni personali, urla e insulti rivolti alla mia persona, con toni talmente esasperati da far temere che la situazione potesse degenerare ulteriormente. Un episodio grave, che nulla ha a che fare con il confronto politico.
Ancora più inquietante è il fatto che tale comportamento non sia stato tenuto da un amministratore comunale, ma dal marito del sindaco, intervenuto in maniera del tutto impropria durante una seduta ufficiale del Consiglio comunale. Un’ingerenza inaccettabile che solleva interrogativi profondi sul rispetto delle regole, dei ruoli istituzionali e della democrazia stessa.
Mi chiedo cosa possa aver scatenato una reazione tanto spropositata e carica di violenza verbale. Quale argomento “scomodo” sarebbe stato toccato? Quale verità avrebbe potuto giustificare un simile livello di ira? Domande legittime, alle quali i cittadini meritano una risposta.
Il Consiglio comunale dovrebbe rappresentare il luogo più alto del confronto democratico, uno spazio in cui ogni consigliere ha il diritto – e il dovere – di esprimere liberamente le proprie idee, anche quando sono critiche, dure o non condivise dalla maggioranza. Quando il dissenso viene aggredito anziché discusso, quando la critica politica viene zittita con l’insulto, non è solo una persona a essere colpita: è la democrazia a essere umiliata”.

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