CANCELLO ED ARNONE – La sesta sezione della Corte di Cassazione si è pronunciata sul ricorso presentato da Laura Gravante, 42 anni, residente a Cancello ed Arnone, imputata per truffa e calunnia ai danni dell’amica Tiziana Caruana, parte civile. La donna era stata condannata in primo grado dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere alla pena di un anno e otto mesi di reclusione, sentenza successivamente confermata dalla Corte d’Appello di Napoli. L’imputata avrebbe conosciuto la vittima tramite la piattaforma social “Facebook”, accomunate da una presunta passione per i cani di razza “Shih Tzu Imperiale”. L’imputata, la Gravante, avrebbe quindi convinto l’amica, la Caruana, di essersi rivolta a un’allevatrice americana, dalla quale avrebbe ottenuto un esemplare maschio di particolare pregio. Con questo pretesto, la vittima sarebbe stata indotta a versare, in sei tranche su carta “Postepay”, la somma complessiva di 4.105 euro per l’acquisto dei cagnolini che, in realtà, non sarebbero mai stati consegnati. Successivamente, adducendo difficoltà economiche, la Gravante si sarebbe fatta consegnare ulteriori 2.000 euro, salvo poi denunciare la vittima per usura. Contro la sentenza di secondo grado, i difensori dell’imputata hanno proposto ricorso alla Suprema Corte. Tuttavia, la Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, condannando Laura Gravante al pagamento di 3.000 euro in favore della Cassa delle Ammende, oltre alle spese processuali e al rimborso delle spese legali sostenute dalla parte civile, pari a 3.686 euro.
cuccioli di Shih Tzu Imperiale (foto di repertorio)
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