Castelvenere / Tufino – Sono stati arrestati per omicidio aggravato gli zii affidatari della bambina di 4 anni morta a Tufino, in provincia di Napoli nella notte tra il 13 ed il 14 dicembre 2024: nella mattinata di ieri, i Carabinieri della Compagnia di Nola hanno eseguito l’ordinanza di custodia in carcere emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Nola. Ordinanza arrivata in seguito a lunghe indagini che hanno visto impegnati i Carabinieri della Sezione Operativa della Compagnia di Nola ed i colleghi della Stazione di Tufino. Dalle indagini sarebbe emerso che la piccola, affidata agli zii nell’estate del 2024 dopo la sospensione della patria potestà per i genitori naturali, sarebbe stata vittima di quella che in gergo tecnico viene definita “child neglect”, ovvero trascuratezza infantile, con condotte violente e stato di denutrizione. Al punto che la piccola avrebbe avuto un profondo decadimento fisico, finendo in uno stato di indebolimento biologico e perdita di massa muscolare (cachettico, ndr) che ne avrebbe determinato il decesso, unitamente ad altri traumi come gravi ustioni, piaghe da decubito ed una frattura ed una grave patologia polmonare.
Sul corpo della bimba segni di maltrattamenti, scottature, graffi, lividi ed evidente stato di malnutrizione. La storia di Alessandra Di Meo, la bimba morta a soli 4 anni è davvero triste e piena di “si poteva fare sicuramente meglio e prima”. Il risultato di una serie di circostanze è stato la morte della piccola, avvenuta lo scorso 13 dicembre in un’abitazione ubicati a Tufino in paese in provincia di Napoli, quasi al confine con Avellino.
Alessandra era figlia di Alfonsa, 25enne di Castelvenere, e di Giuseppe, 23enne di Nola. La coppia per un periodo visse a Castelvenere (in provincia di Benevento) poi si separò perché l’uomo decise di andare a convivere con un’altra donna.
Alessandra restò con la madre fino al novembre del 2023 quando andò dal padre, a Nola, che avrebbe dovuta tenerla, come altre volte, per un giorno. La bimba non fu più riportata a casa a Castelvenere. La madre, Alfonsa, dopo qualche giorno di attesa presentò denuncia presso la stazione carabinieri di Telese contro l’ex compagno, accusandolo di sottrazione di minore. Si aprì un procedimento penale a carico di Giuseppe (il padre) ed un procedimento parallelo per accertare le capacità genitoriali sia della madre (Alfonsa) che del padre (Giuseppe).
La svolta nella vicenda arrivò nel maggio 2024 quando il giudice decise di affidare la bimba al padre, decisione assunta per una serie di ragioni fra cui la presenza della nonna paterna e della disponibilità di un immobile.
L’inizio di quella che sarà poi una gravissima tragedia prende corpo lo scorso agosto 2024 quando Giuseppe decise di affidare la figlia Alessandra a due cugini che vivono a Tufino.
Alfonsa (la madre) attraverso i suoi legali – gli avvocati Benito Palmieri e Luigi Grillo di Piedimonte Matese – chiese al giudice di revocare l’affido al padre e di permettere alla bimba di stare con lei. Una tesi sostenuta anche dalla curatrice nominata dal Tribunale, anche lei, infatti, ritenne necessario riportare Alessandra alla madre. Il giudice, però, non si è mai pronunciato in merito.
Il 13 dicembre 2024, la tragica conclusione con la morte di Alessandra Di Meo trovata priva di vita sotto la scale di casa, secondo la coppia con cui viveva, la piccola sarebbe caduta dalle stesse scale. Non è d’accordo la Procura della Repubblica che ha aperto una indagine a carico della coppia a cui Alessandra fu lasciata dal padre. Si ipotizzano i reati di maltrattamenti e omicidio colposo.
Sul corpo della bimba segni di maltrattamenti, scottature, graffi, lividi ed evidente stato di malnutrizione. Per questa ragione gli investigatori ipotizzano a carico della coppia i reati di maltrattamenti e omicidio colposo.
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