Pignataro Maggiore – Il comunicato diffuso dal movimento Basta Impianti sulla vicenda Cauciano segna un salto di tono e di contenuti che va ben oltre la legittima opposizione a una centrale a biomasse e apre una questione politica e democratica che deve essere affrontata nel merito. Nel testo, che prende di mira esponenti politici locali e partiti, la protesta ambientale viene trasformata in una contrapposizione frontale tra “vita e dignità” da un lato e “morte e profitto” dall’altro, senza lasciare spazio ad analisi tecniche, dati amministrativi o responsabilità puntuali.
È qui che emergono le principali criticità contestate e alla linea del movimento: Cauciano non viene più trattata come una vertenza ambientale e urbanistica, ma come il pretesto per delegittimare in blocco le istituzioni rappresentative, accusate di essere per natura corrotte o colluse. La richiesta esplicita che il prossimo sindaco debba attenersi “solo” alle indicazioni di un Consiglio Popolare, privo di qualsiasi riconoscimento giuridico e di regole di rappresentanza chiare, configura di fatto una negazione del mandato elettorale e del principio democratico, sostituendo il confronto pubblico con un organismo autoreferenziale. Nel comunicato si denuncia la politica per le decisioni prese a porte chiuse, ma si propone un modello alternativo che non chiarisce chi decide, con quali criteri e per conto di chi. Anche sul piano della battaglia contro l’impianto, il testo appare debole: nessun atto, nessun passaggio amministrativo, nessuna responsabilità circostanziata, solo una narrazione assoluta che riduce tutto a una scelta morale tra buoni e cattivi. Una impostazione che può galvanizzare una parte della piazza, ma che rischia di isolare il movimento dalla maggioranza silenziosa dei cittadini, molti dei quali contrari agli impianti ma non disposti ad aderire a una logica di scontro permanente. Così Cauciano diventa simbolo di una frattura che il comunicato non prova a ricomporre, ma anzi ad allargare, trasformando una battaglia territoriale in una prova di forza politica. Una scelta legittima, ma che espone il movimento Basta Impianti a una critica precisa: voler sostituire il confronto democratico con una investitura dall’alto, parlando a nome delle comunità senza dimostrare di rappresentarle davvero.
PaeseNews quotidiano di Terra di Lavoro online Le notizie di Caserta e provincia