Sessa Aurunca – E’ comparso davanti ai giudici della Corte di Appello di Napoli l’uomo riconosciuto colpevole, in primo grado, dei reati di maltrattamenti in famiglia a danno della moglie costretta per anni a subire violenze e umiliazioni. I giudici del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere avevano condannato l’uomo alla pena di anni 2 e mesi 8 di reclusione. Contro tale sentenza l’avvocato Gabriele Gallo, difensore dell’imputato, Umberto Tira, 53 anni originario di Napoli ma da molto tempo residente a Sessa Aurunca, aveva proposto ricorso in Appello. Ieri i giudici partenopei hanno sentenziato con una sostanziale riduzione della pena che scende ad anni 2 di reclusione, applicando anche il beneficio della pena sospesa.
Secondo l’accusa tornava quasi sempre a casa ubriaco sfogando la propria rabbia e la propria frustrazione contro la moglie. Alla fine ha trovato il coraggio di denunciare le prepotenze e le violenze che da circa 24 anni; 24 anni di violenze, di botte, di insulti, di minacce. L’ultimo episodio, quello che ha spinto la donna a chiamare i carabinieri, è accaduto nell’ultima metà dello scorso giugno quando l’uomo ha colpito con violenti calci alla schiena la moglie; colpi inferti nonostante qualche mese prima la signora era stata sottoposta ad und elicato intervento chirurgico alla colonna vertebrale. La vittima è stata salvata da uno dei figli che con un coraggioso intervento ha preso le difese della madre impedendo che l’uomo continuasse a picchiarla. Dalla denuncia della donna sono partite le indagini, condotte dai carabinieri della locale stazione, che hanno portato la questione davanti ai giudici.
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