Mondragone / Caserta – Politica e malaffare: Zannini indagato anche per voto di scambio. Assunzione in cambio di sostegno. E’ la terza inchiesta sul consigliere regionale

Mondragone / Caserta – L’indagine, la terza su Zannini, ci sarebbero episodi avvenuti nella campagna elettorale delle elezioni regionali 2025 ed episodi relativi alle comunali di Castel Volturno. Con Giovanni Zannini è indagato l’ex assessore comunale di Caserta Biagio Esposito che alle elezioni di novembre avrebbe sostenuto il consigliere regionale (rieletto) in cambio dell’assunzione di un nipote. L’ipotesi accusatoria è corruzione legata a promesse di assunzioni in cambio di voti alle elezioni regionali. L’avviso di garanzia notificato dalla Procura guidata dal procuratore Pierpaolo Bruni ai due indagati si aggiunge al già pesante carico giudiziario che grava su Zannini. Sul consigliere regionale pende infatti una richiesta di arresto in carcere per corruzione, concussione e truffa aggravata. Pochi giorni fa è poi emerso il suo coinvolgimento in un’altra inchiesta per presunto voto di scambio relativo alle elezioni comunali di Castel Volturno nel giugno 2024. Zannini, il 4 febbraio prossimo dovrà affrontare l’interrogatorio di garanzia davanti al GIP Daniela Vecchiarelli.
Secondo l’ipotesi accusatoria formulata dai pm Urbano e Capone, Zannini avrebbe accettato la promessa di voti alle elezioni regionali di novembre 2025 fattagli da Biagio Esposito – ritenuto un “grande elettore” del consigliere anche nelle precedenti tornate elettorali – promettendo in cambio l’assunzione del nipote presso società partecipate da enti locali su cui Zannini poteva incidere.
Elemento qualificante dell’accordo corruttivo sarebbe stata la tempistica richiesta da Esposito: l’assunzione del nipote avrebbe dovuto avvenire prima delle elezioni regionali di novembre. E infatti, emerge dalle indagini, lo stesso Esposito si sarebbe immediatamente adoperato già nel settembre 2025 per far votare Zannini, contattando altre persone per chiedere appoggio elettorale.
Ma l’inchiesta su Biagio Esposito va ben oltre il patto corruttivo con Zannini. L’85enne è accusato anche di estorsione aggravata ai danni dell’ex sindaco di Caserta Carlo Marino, non indagato. I fatti contestati si sarebbero verificati tra maggio e settembre 2024, nel pieno della bufera giudiziaria che colpì il Comune di Caserta con l’arresto di assessori e dirigenti comunali e l’indagine sul vicesindaco Emiliano Casale, eventi che portarono diversi mesi dopo, nell’aprile 2025, allo scioglimento del Comune capoluogo per infiltrazioni camorristiche. Secondo la ricostruzione della Procura, Esposito avrebbe minacciato ripetutamente Marino di far cadere l’amministrazione comunale mediante la mancata partecipazione della figlia Dora, consigliera comunale, alla seduta del Consiglio in cui si doveva approvare il bilancio. Il sindaco, che non ha mai denunciato le pressioni subite, sarebbe stato così costretto a cedere a diversi favori personali richiesti da Esposito.

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