CELLOLE – Le promesse, alcune fantasiose, sono l’unica certezza nella vicenda. Promesse ripetute quasi ogni anno probabilmente con l’unico vero di scopo di allontanare l’ombra del proprio fallimento. Per il resto nulla di nulla. Tutti i propositi per il rilancio della scuola sono rimasti tali: solo fumo, solo parole al vento alle quali, probabilmente, non credeva nemmeno l’autore.
“… PRONTO UN PROGETTO DI RILANCIO PER IL NOSTRO ISTITUTO ALBERGHIERO…”
“… PARTITO UFFICIALMENTE IL NOSTRO PROGETTO DI RILANCIO DELL’ISTITUTO ALBERGHIERO DI BORGO CENTORE…”
Sono solo alcune delle mirabolanti “profezie” firmate negli ultimi anni dal sindaco Guido Di Leone con cui annunciava la rinascita della scuola. Rinascita mai avvenuta, chiaramente.
Il comune di Cellole che si erge a località turistica di alto livello ha praticamente perso la sede dell’istituto Alberghiero (distaccamento di Teano). Eppure una città e una zona che vuole vivere di turismo avrebbe dovuto riempiere quella scuola di studenti. Proprio in tale direzione sono andate le promesse fatte dai sindaci negli ultimi anni che hanno promesso “copiose” iscrizioni. Promesse rimaste senza alcun riscontro reale tanto che oggi quella scuola è tristemente chiusa senza alunni. Resta ancora il codice del Ministero che però potrebbe essere tolto già dal prossimo anno. La decisione di ubicare la scuola a Borgo Centore, lontano dal centro, quindi difficile da raggiungere per gli studenti e soprattutto poco appetibile per gli stessi ragazzi, potrebbe aver contribuito al fallimento. A questo si potrebbe aggiungere la scarsa capacità da parte delle amministrazioni locali di mantenere vivo l’interesse, nei ragazzi, per quell’indirizzo scolastico.
La chiusura dell’alberghiero del Mare rappresenta, benissimo, le promesse da marinaio di cui la politica ama riempirsi la bocca. Spesso sono parole al vento e progetti lanciati senza alcuna base e forse senza alcuna convinzione, pensati al momento, solo con lo scopo di “verificare” quanti ancora sono i “mi piace”. Poi più nulla, poi nessuna azione concreta, poi nessun risultato concreto. Solo fallimento.
Quella delle promesse da marinaio appare essere una “virtù” che ha sempre caratterizzato i politici di ogni “rango”. Fino a qualche tempo fa, tuttavia, era facile dimenticare le “cazzate” dette, dopo qualche mese i ricordi svanivano come le promesse. Oggi, invece, ci sono i social ai quali i politici sono attaccati più della stessa poltrona anche perché non potrebbero vivere (politicamente parlando) senza i “mi piace” e senza i commenti dei “seguaci”. A molti, ormai, resta solo questo.
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