Caserta – Nei tanti pizzini con cui Zannini indicava a chi dare un appalto o un incarico, c’è anche il figlio dell’attuale presidente Anacleto Colombiano (padre e figlio non risultano indagati). Secondo quanto emerge nella richiesta di misura cautelare a carico di Zannini, ci sarebbe stato un incarico sotto soglia per il quale “il figlio di Anacleto Colombiano mi è stato segnalato da Pasquale Crisci”. Lo avrebbero confermato i dirigenti dell’ente provincia durante gli interrogatori da parte degli investigatori.
Questa provincia è malata, colpita da un cancro politico- amministrativo che la divora dall’interno. Va estirpato per poi poter avviare la cura e quindi la rinascita. Vanno cancellati quei politici e gli amministratori che negli anni hanno fatto solo il loro interesse, mai quello delle comunità che amministrano. Gli elettori, attraverso il voto, non possono farlo perché “frullati” dal sistema del favoritismo e della corruzione, una spirale che non permette di esprimere una libera scelta. Serve, quindi, l’azione della magistratura.
E’ l’ex vice presidente dell’ente provincia, Pasquale Crisci, a spiegare il sistema messo in piedi da Giovanni Zannini per garantire appalti e affidamenti a imprenditori e ditte di suo gradimento. Il potente consigliere di Mondragone attraverso i “pizzini” segnalava i nomi delle ditte all’ex presidente della Provincia Giorgio Magliocca: ogni indicazione data da Zannini relativa alla scelta delle ditte a cui affidare lavori pubblici era accettata dal Giorgio Magliocca che si avvaleva del dirigente Palmieri. Questo afferma Crisci durante un interrogatorio, assicura che è lui stesso a ricevere da Zannini, attraverso dei pizzini, i nominativi delle ditte che dovevano aggiudicarsi gli affidamenti diretti.
Gli imprenditori agevolati da queste indicazioni a loro volta offrivano un sostegno elettorale verso i vari candidati che poi venivano loro suggeriti nelle diverse tornate elettorali che erano di interesse di Zannini.
Questo “sistema” messo in piedi da Zannini e condiviso da Magliocca viene confermato dal dirigente Palmieri che spiega agli inquirenti che Crisci segnalava le ditte ai dirigenti a nome del presidente Magliocca, ma era quella persona che fungeva da tramite tra Magliocca e Zannini.
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