Studente vittima del bullismo, il Ministero punisce anche due professori: sapevano ma non agirono

Santi Cosma e Damiano – La contestazione degli addebiti  è stata mandata alla dirigente scolastica  prima dell’inizio della visita ispettiva, poche ore dopo il fatto, mentre alle due insegnanti è arrivata a ottobre, dopo l’accertamento ispettivo. Il suicidio di Paolo si poteva e si doveva evitare, si poteva e si doveva fare di più. Lo scrivono gli ispettori del Ministero inviati dal ministro Valditara, nella loro relazione dopo gli accertamenti nell’istituto tecnico Pacinotti. Si doveva avviare un protocollo antibullismo in una classe turbolenta e dai comportamenti non conformi al regolamento d’Istituto. Nel corso dell’ispezione, dopo il suicidio dello scorso 11 settembre, è emerso che non vi è traccia di una valutazione approfondita indipendentemente dalla qualificazione giuridica degli episodi davanti a comportamenti quasi aggressivi. La dirigente sapeva, ha mentito dicendo di non aver saputo mai nulla della vicenda, non si doveva limitare ad esortare i docenti a punire determinati comportamenti. Avrebbe dovuto promuovere l’individuazione condivisa di interventi più incisivi. E non può affermare di non aver avuto contezza delle problematiche.
Il Ministero dell’Istruzione ha concluso le ispezioni avviate presso l’istituto Pacinotti di Fondi: le denunce dei genitori del ragazzino erano fondate ma furono sottovalutate. I genitori avevano ragione: più volte avevano denunciato che Paolo era oggetto di scherno da parte dei compagni e forse non solo ma le loro parole furono sottovalutate. Gli ispettori ministeriali hanno ascoltato docenti e personale dell’istituto, acquisito documentazione interna e ricostruito il contesto in cui Paolo ha vissuto gli ultimi mesi. Le risultanze confermano l’ipotesi avanzata dalla famiglia: il giovane sarebbe stato vittima di episodi di bullismo, ignorati o minimizzati dalla scuola.
Il comportamento omissivo e la sottovalutazione della gravità dei fatti da parte di alcuni adulti avrebbero contribuito a creare un ambiente insostenibile per Paolo. Da qui la decisione di procedere con l’apertura di un procedimento disciplinare e le relative sanzioni nei confronti di insegnanti ma anche del personale non docente dell’istituto.
Quattro ragazzi, compagni di scuola di Paolo Mendico, sono indagati per istigazione o aiuto al suicidio, tutto rientra nell’ambito dell’inchiesta – al momento contro ignoti – nata dal suicidio del 15enne di Santi Cosma e Damiano, avvenuto lo scorso 11 settembre 2025.  I quattro ragazzi su cui si concentrano le indagini guidati dalla Procura di Cassino sarebbero stati indicati dai genitori di Paolo. Il reparto scientifico dei carabinieri lavora per estrarre contenuti digitali e chat dai dispositivi dei giovani, mentre la direzione dell’Ufficio scolastico del Lazio ha fornito copie di verbali e relazioni tecniche per contestualizzare le relazioni scolastiche del ragazzo. L’indagine si estende anche oltre l’ambiente scolastico, considerando contesti musicali, extrascolastici e culturali che possano aver avuto un peso nella vicenda.

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