Truffa a Invitalia, la Procura chiede l’arresto di Zannini. Le accuse: corruzione e concussione

Mondragone – La Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere (Caserta) ha chiesto l’arresto per il consigliere della Regione Campania Giovanni Zannini (Forza Italia) indagato per i reati di corruzione e concussione. Nell’ambito della stessa indagine coordinata dell’ufficio inquirente guidato dal procuratore Pierpaolo Bruni è stata chiesta la misura del divieto di dimora per gli imprenditori di Castel Volturno Paolo e Luigi Griffo, padre e figlio, titolari dell’azienda Spinosa Spa, specializzata nella produzione di mozzarella di bufala campana Dop e dei suoi derivati. Sarà interrogato, come previsto dalla nuova normativa, il prossimo 4 febbraio 2026 davanti al Giudice per le Indagini Preliminari del tribunale di Santa Maria Capua Vetere. Poi, nei giorni successivi, lo stesso giudice deciderà se accogliere – quindi se arrestare – la richiesta del Pubblico Ministero Giacomo Urbano.  Il GIP, inoltre dovrà decidere se applicare o meno il divieto di dimora per gli imprenditori Griffo. Zannini avrebbe ricevuto dai Griffo una gita sullo yacht “Camilla”. In merito all’imprenditore Alfredo Campoli, la cui posizione è stata stralciata, Zannini lo avrebbe aiutato per un appalto a Teano ricevendo in cambio due motorini per i figli. Altra questione finita al centro dell’indagine è quella relativa alle dimissioni del direttore sanitario dell’Asl di Caserta Enzo Iodice, di cui Zannini sarebbe stato l’istigatore.
Giovanni Zannini, consigliere regionale eletto in Forza Italia, fu destinatario di una perquisizione da parte dei carabinieri del gruppo di Aversa, è indagato per corruzione e concussione. Le indagini hanno consentito di evidenziare irregolarità nel rilascio del permesso a costruire per la realizzazione del nuovo impianto produttivo, lo stabilimento caseario per la produzione di mozzarelle a favore degli imprenditori Paolo e Luigi Griffo, e  di aver indotto in errore Invitalia nell’ambito della procedura relativa alla richiesta di agevolazioni avanzata dalla società in oggetto.
Gli imprenditori, con il supporto del consigliere regionale Giovanni Zannini, si sarebbero adoperati per superare l’assenza della VINCA, già rilevata dall’Ufficio Speciale Valutazioni ambientali della Regione Campania, che avrebbe comportato la non erogazione dei contributi richiesti per la realizzazione dell’impianto dalla società in oggetto ad INVITALIA. Ottenuta la delega, la Commissione Ambiente del Comune di Castello del Matese ometteva di procedere ad adeguata istruttoria tecnica sulla richiesta di parere avanzata dalla società nonostante le gravi carenze dello studio ambientale, redatto solo formalmente secondo la normativa vigente. La Commissione ambiente sarebbe anche stata indotta in inganno dal contenuto di una relazione tecnica asseverata, predisposta dai tecnici di parte incaricati, nel corpo della quale i lavori venivano descritti come “da realizzare”, nonostante l’impianto fosse stato già costruito. Ottenuto il parere di non assoggettabilità a Vinca, rilasciato illegittimamente dalla Commissione Ambiente del Comune di Castello del Matese, gli imprenditori inducevano in inganno la Invitalia S.p.A. circa la sussistenza del requisito, cosi ottenendo la corresponsione della somma di circa 4 milioni di euro in parte a titolo di anticipazione a fondo perduto e in parte a titolo di finanziamento agevolato.

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