PIGNATARO MAGGIORE – A Pignataro Maggiore non è passato inosservato il post pubblicato sui social da Carlo Del Vecchio, dipendente comunale con trascorsi in ruoli dirigenziali anche nel municipio cittadino, intervento arrivato nei giorni successivi alla caduta dell’ultima amministrazione e a ridosso di un clima già acceso in vista delle prossime elezioni comunali; Del Vecchio, rivolgendosi ai pignataresi, parla apertamente di tradimento al popolo più che di scelta politica, invoca la nascita di un gruppo nuovo e apolitico, chiede unità, attenzione ai terreni confiscati, politiche per il lavoro, aiuti concreti alle famiglie e persino la rinuncia alle indennità degli amministratori, temi che hanno raccolto apprezzamenti trasversali perché intercettano un malcontento diffuso e una voglia di discontinuità reale; allo stesso tempo, però, il messaggio non è stato letto solo come uno sfogo civico, anche perché Del Vecchio è figura storicamente interna alla macchina comunale e perché nella stessa struttura lavorano due suoi figli, uno in ragioneria e uno nella polizia municipale, oltre a un altro parente impiegato all’anagrafe, circostanza che ha alimentato ironie e malumori, fino alla battuta, circolata in paese, di un Comune che sembrerebbe avere un’unica “famiglia” di riferimento; è in questo contesto che qualcuno ha iniziato a chiedersi se dietro parole condivisibili nei contenuti non si nasconda anche l’idea di un ritorno del “capofamiglia” sulla scena politica locale, dubbio che oggi resta sullo sfondo ma che difficilmente potrà essere ignorato man mano che la campagna elettorale entrerà nel vivo a Pignataro Maggiore.
Carlo Del Vecchio
PaeseNews quotidiano di Terra di Lavoro online Le notizie di Caserta e provincia