PIGNATARO MAGGIORE – Arriva a distanza di giorni l’intervento pubblico dell’ex assessora Ketty Pettrone sulle dimissioni che hanno portato allo scioglimento del consiglio comunale di Pignataro Maggiore dopo appena otto mesi di amministrazione, una presa di posizione affidata a una lunga riflessione in cui paragona l’esperienza politica a una partita di calcio, spiegando che quando la squadra non funziona il risultato è una sconfitta collettiva e che nessuno può dirsi vittima o estraneo al fallimento. Pettrone riconosce apertamente che l’esperienza, nata con speranze e aspettative, si è trasformata col tempo e rivendica la scelta delle dimissioni come necessaria, pur senza definirla giusta, chiarendo di non avere accordi, strategie future né alcuna intenzione di ricandidarsi alle prossime elezioni. L’ex assessora chiede scusa agli elettori che avevano riposto fiducia in lei, ringraziandoli, e ribadisce di essersi impegnata con l’unico obiettivo del bene comune, ammettendo anche i propri limiti. Centrale nel suo intervento è il rapporto con il sindaco Giovan Giuseppe Palumbo, descritto come persona perbene, precisando che le dimissioni non rappresentano un attacco personale ma una sfiducia politica verso l’operato complessivo del gruppo consiliare. Pettrone affronta infine il tema delle presunte influenze familiari, respingendo l’idea di corsie preferenziali e sostenendo che la politica non può intrecciarsi con i legami di parentela, rivendicando una scelta compiuta per dignità personale e rispetto della comunità, valori che dichiara di voler trasmettere anche ai propri figli come base di una convivenza civile fondata su onestà, responsabilità e lealtà.
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