CASERTA – Si è aperta l’udienza preliminare dinanzi al gup Mauro Bottone del tribunale di Santa Maria Capua Vetere per 25 persone accusate di aver creato un’associazione a delinquere finalizzata ai furti in luoghi di culto e ville di lusso e ricettazione tra il la Campania, in particolare nel Casertano, e il Basso Lazio. Al banco degli imputati: Ugo Di Napoli, Giuseppe Carrano, Alessandro D’Angelo,Ernesto De Mitri, Diego Apuzzo, Michele Capasso, Stefano Maisto, Fioravante Massaro, Luciano Rampone, Raffaele Silvestri, Angelo Tarallo, Giorgio Tarallo, Emanuele Tornincasa, Mariano Tuppo, Raffaella Galoppo, Maria Luisa Russo, Giuseppe Sannino, Salvatore Scognamiglio, Giuseppe Vollaro, Massimo Esposito, Giovanni Claudio, Giuliano Formisano, Michele Guastaferro, Vincenzo Izzo, e Giovanni Saviano, tutti residenti tra Frattamaggiore, Vico Equense, Arzano, Casavatore, Sant’Agnello, Castellammare di Stabia, Sorrento, Gaeta, Fondi, Afragola, Napoli, Santa Maria Capua Vetere.
I “MIGLIORI” FURTI:
I colpi sarebbero stati consumati tra l’anno 2017 e l’anno 2018. Il colpo più eclatante quello delle ossa di Sant’Erasmo contenute nell’omonima chiesa a Formia nel quartiere di Castellone. Nel Casertano i furti si sono verificati a Palazzo Mazzocchi a Santa Maria Capua Vetere, nella chiesa di San Marco Evangelista a Santa Maria a Vico, nella chiesa di Sant’ Eustachio a Sessa Aurunca, nella chiesa di Sant’Audeno ad Aversa, presso le congregazioni estere di Trentola Ducenta, alle congregazioni dell’ annunziata di Capua e al palazzo arcivescovile capuano. Oltre a reliquie sacre ,la banda avrebbe trafugato dipinti sacri, oggetti ornamentali sacri, oro e preziosi offerti in voto ai Santi. Colpi messi a segno anche nelle case di extra lusso di proprietari stranieri sulla penisola sorrentina.
Si torna in aula nel mese di marzo per lo scioglimento della riserva.
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