Pignataro Maggiore – L’amministrazione comunale di Pignataro Maggiore è ufficialmente caduta dopo appena otto mesi di attività, con le dimissioni contestuali della metà più uno dei consiglieri comunali che hanno decretato la fine anticipata della consiliatura guidata dal sindaco Giovan Giuseppe Palumbo. L’atto è stato formalizzato davanti a un notaio e rappresenta un passaggio politico senza precedenti recenti per rapidità e modalità. A firmare le dimissioni sono stati i consiglieri Pietro Mercone e Maurizio Femiano per Pignataro 2030, Vincenzo Romagnuolo e Giuseppe De Lucia per Patto Civico, insieme a Ketty Pettrone, Margherita Giuliano e Giorgio Vito, eletti nella stessa maggioranza che sosteneva il sindaco. Il dato politico è netto e non ammette letture alternative: la maggioranza non esiste più e l’esperienza amministrativa si chiude senza passare da un confronto pubblico in aula, segno di una crisi ormai irreversibile. Alla base dello strappo ci sono settimane di tensioni, divisioni interne e una gestione giudicata inconcludente dagli stessi consiglieri che inizialmente avevano sostenuto Palumbo, in un’alleanza nata in extremis e tenuta insieme più dalla convenienza elettorale che da un progetto condiviso per il paese. La conseguenza immediata è lo scioglimento del Consiglio comunale e l’avvio della fase commissariale in attesa di nuove elezioni, mentre sul piano politico resta il fallimento di un’amministrazione durata pochi mesi e incapace di garantire stabilità e visione. Da Pignataro 2030 la scelta viene rivendicata come un atto di responsabilità verso i cittadini, con l’apertura di una nuova fase che dovrà misurarsi con il bisogno di trasparenza, serietà e una prospettiva concreta di futuro per la comunità.
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