Pietramelara – Era stata accusata di una serie di maltrattamenti e di violenze a carico del suo convivente, dei suoceri e altri parenti. Il processo ha messo in luce, invece, una verità totalmente diversa. Così i giudici hanno deciso di assolvere – per non aver commesso il fatto – Antonietta Fasano. I giudici del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere hanno assolto l’imputata per la scarsa credibilità dei testimoni e in qualche caso per la loro inattendibilità.
Antonietta Fasano, 32enne, difesa dall’avvocato Gaudino Pastorino di Salerno, era accusata dei delitti di rapina, tentata estorsione e reiterati maltrattamenti in famiglia. Il processo costituisce l’epilogo di un’articolata indagine coordinata da questa Procura e condotta dai militari del Comando Stazione Carabinieri di Pietramelara (in provincia di Caserta). In un’occasione la donna, dopo essersi introdotta, senza consenso, nell’abitazione dei genitori dell’ex compagno, spintonava la madre di quest’ultimo, sottraendole il proprio telefono cellulare. Nel mese di maggio scorso, invece, ha più volte tentato di estorcere ad un vicino di casa la somma di 300,00 euro contante. Vari sono stati gli episodi di violenze fisiche e verbali commessi nei confronti dell’ex compagno e dei suoi genitori anche alla presenza dei loro figli minori. Antonietta fu rintracciata e arrestata a Bergamo, ove da qualche tempo si era trasferita, trovando ospitalità da alcuni suoi parenti.
Il processo ha messo in luce una verità completamente diversa, il difensore della donna è riuscito a dimostrare la sua estraneità rispetto alle accuse. I giudici al termine del dibattimento hanno assolto la donna.
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